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Capraia, via l’insegna della discordia. Il titolare del bar: «Solo un atto goliardico»

di Martina Trivigno
Capraia, via l’insegna della discordia. Il titolare del bar: «Solo un atto goliardico»

Il sindaco: «Slogan fuori luogo, ma guardiamo al buono dello stabilimento»

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CAPRAIA. «È stato soltanto un atto goliardico: non c’era alcun intento sessista». Stefano Cirea è il co-titolare del chiringuito della discordia “Punta del Frate” (nonché nuovo concessionario della spiaggia), che si trova in un luogo storico per l’isola con l’iconico scoglio a fare da vedetta alla baia.

Quell’insegna – dove si legge “Bistecche e patata a volontà” – lo ha fatto finire al centro del fuoco incrociato di chi sostiene che quello slogan, come denunciato da Legambiente, sia «sessista e volgare». Eppure – tiene a precisare Cirea – nelle sue intenzioni e in quelle del grafico che ha realizzato l’insegna c’era soltanto l’idea di risultare simpatico. Invece così non è stato. «Mi stanno scrivendo in tantissimi in privato con offese pesantissime – sottolinea Cirea – . Mi dicono che con bistecca si intendono le donne e con patata il loro organo sessuale: nulla di più falso. Siamo stati completamente fraintesi. Ci dispiace moltissimo di essere finiti al centro di questa polemica».

Intanto Cirea, per gettare acqua sul fuoco, ha coperto la parola “incriminata” con un pezzo di scotch di carta che tuttavia non riesce a nasconderla del tutto. «Non avevo di meglio, non dimentichiamo che siamo a Capraia e non in una città – sottolinea il co-titolare del chiringuito – . In ogni caso domani (oggi per chi legge, ndr) toglieremo l’insegna anche se il logo, il frate con l’ombrellone e il fiasco di vino in mano, resterà lo stesso».

E ora sulla vicenda interviene anche il sindaco Lorenzo Renzi. «Mi stupisce la capacità delle persone di concentrarsi su un particolare, quell’insegna che è indubbiamente fuori luogo e che indubbiamente sarà rimossa, trascurando ogni altra osservazione relativa a un nuovo (finalmente, direi) stabilimento balneare ove da più di 20 anni c’era una brutta scogliera malmessa che permetteva un accesso al mare disagevole e inadatto ai più – sottolinea il primo cittadino – . Si omette di osservare che oggi esiste una pedana in legno che, per circa 80 metri, permette un accesso anche libero e gratuito a tutti, non solo ai clienti paganti. E, detto tra noi, non era scontato che la si costruisse ben oltre la propria concessione a pagamento per farne usufruire gratuitamente. Si omette di vedere che quel luogo, oggi, permette l’accesso al mare con idonee scale anche a bambini e agli anziani e grazie a una rampa, oggi costruita, è possibile l’accesso al mare alle persone con disabilità».

«Si omette di fare attenzione al fatto che all’interno della scogliera è stata realizzata una piscina naturale per i bambini, che possono fare il bagno in totale sicurezza. Oggi possono farlo. Non ieri. Non negli ultimi 20 anni – conclude il sindaco Renzi – . Si omette di dire che là, dove vi era un accesso difficile, brutto e scomodo, oggi esiste una soluzione compatibile con l’ambiente circostante che permette un accesso al mare comodo, sicuro, attrezzato e con la sorveglianza giornaliera di un bagnino a garanzia della sicurezza di tutti i bagnanti, paganti e non. Si omette di dire anche che la concessione è stata rilasciata dal Demanio non più di un mese fa e che il tutto, realizzato a tempo di record, è ancora in fase di completamento».

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