Il Tirreno

Livorno

La ricostruzione

Livorno, scuolabus delle colline soppresso: rivolta dei genitori degli studenti

di Flavio Lombardi
Lo scuolabus effettuava il giro delle frazione del Comune di Collesalvetti servendo una quarantina di studenti
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Lo scuolabus effettuava il giro delle frazione del Comune di Collesalvetti servendo una quarantina di studenti

Il servizio era comunale, adesso sarà sostituito da quello di Autolinee

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COLLESALVETTI. Già dai primi di giugno, le voci si facevano sempre più insistenti. Raccontavano che lo scuolabus Sb7, il mezzo che copriva una lunga striscia di asfalto per raccogliere i ragazzi della scuola secondaria Margherita Hack di Stagno sarebbe stato soppresso. Poi, la conferma. Arrivata giovedì, non rendendo il servizio più prenotabile telematicamente come da tradizione sui servizi del comune di Collesalvetti. Ed infine, la onesta ammissione da parte della sindaca Sara Paoli.

I motivi

Costi più che raddoppiati, i soldi per la prestazione dedicata non ci sono, e lo sforzo dell’amministrazione adesso è mirato a garantire ugualmente l’arrivo degli studenti fino al proprio istituto, ma attraverso i mezzi del trasporto pubblico; coordinandosi e studiando una strategia vincente con Autolinee Toscane. Un duro colpo per le famiglie di una quarantina di ragazzini e ragazzine che vanno alle medie e che risiedono sul territorio collinare.

La rabbia dei genitori

Alcuni genitori hanno contattato il Tirreno per mettere all’attenzione questa situazione, mentre c’è chi sentendosi abbandonato, avrebbe pure anche pensato – ai mali estremi – alla possibilità di trasferirsi. La mattina si sa, i ragazzi dopo la colazione si preparano mettendo i libri nello zaino, mentre almeno uno dei genitori forse è già andato al lavoro (qualcuno si reca anche fuori provincia, ndr) e l’altro deve magari dirigersi in direzione opposta a quella utile per portare un figlio a scuola.

La minaccia

Un mini esodo dalle zone più di campagna, verso centri più strutturati del comune? Presto per dirlo, ma qualcuno, evidentemente arrabbiato, è arrivato come detto, anche a dirlo. Sono tutti in contatto, si sentono attraverso una chat, taluni hanno proposto di recarsi al prossimo consiglio comunale in programma domani e manifestare pacificamente tutta la preoccupazione, cercando di sensibilizzare consiglieri, giunta e prima cittadina.

La sindaca

Paoli, contattata dal Tirreno, conosce bene il problema. «Mi risulta che i ragazzi siano un po’meno di quelli che si racconta – dice prima cittadina fresca di elezione – ma non è questo il punto. In effetti, le famiglie hanno ragione. Avevano un servizio che ora abbiamo soppresso e che cercheremo di mitigare con il trasporto pubblico. Il motivo del cambio di rotta, è semplice: da 20 mila euro di costo a copertura di un anno scolastico, si passa a 50 mila. E i soldi non ci sono. Con i tagli di spesa previsti dalla legge di bilancio per la pubblica amministrazione, è un lusso che non ci possiamo più permettere».

L’incontro

Paoli in settimana prossima conta di ricevere una delegazione di genitori e metterli al corrente di quelli che saranno i risultati di un tavolo di lavoro già attivato. In prima battuta, si era anche pensato di usare il piccolo bus riservato ai bimbi della scuola di infanzia e primaria, ma i posti liberi sarebbero stati pochi. Soluzione subito scartata a causa di una capienza ridotta rispetto a quanto serve.

Possibile soluzione

«Con Autolinee Toscane, stiamo piuttosto verificando - prosegue Paoli - la possibilità con le linee pubbliche in essere, cioè la 104 e la 105, una raccolta lungo le colline, istituire così una coincidenza a Nugola e da lì, procedere per Vicarello, Guasticce, fino alla destinazione di Stagno. Sia per l’andata, che per il ritorno. La scuola si è già resa anche disponibile a modulare gli orari. Cioè, anticipare di dieci minuti il suono della campanella in entrata ed in uscita, oppure, se fosse più funzionale, ritardarli. Questo, per non andare a incidere troppo sulle tabelle della società che gestisce i trasporti. Entro la fine del mese, dovremmo aver comunque trovato i giusti equilibri per creare meno disagio possibile alle famiglie e ai loro figli. Pensare ai cittadini è un dovere e guai lasciarli soli. Per questo, cerchiamo una soluzione ad un problema, sapendo che il servizio che c’era fino a poco tempo fa, non è tuttavia obbligatorio se rivolto a studenti che frequentano le medie»

Per trovare una soluzione che metta insieme studenti, amministrazione e società di trasporto ci sono ancora due mesi di tempo. La speranza è che si faccia soprattutto l’interesse dei ragazzi e delle ragazze . l

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