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L'ex questore Paolo Rossi declina l’invito, arriva l'ispettore Dotto: Livorno ha il security manager

di Luca Balestri
L'ex questore Paolo Rossi declina l’invito, arriva l'ispettore Dotto: Livorno ha il security manager<br>

Poliziotto in pensione fornirà una consulenza gratuita all’amministrazione. E Salvetti spiega quando è nata l’idea «Dopo la morte di Denny Magina eravamo a un bivio»

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Livorno È Giampaolo Dotto il primo Security Manager della città di Livorno. Promesso in campagna elettorale dal sindaco Luca Salvetti, il Security manager avrà il compito di lavorare alla sicurezza della città coordinandosi, oltre che con il sindaco e la giunta, anche con il comando della polizia municipale e la protezione civile. Classe 1963, nato a San Felice Circeo, Latina, fino a quando non è andato in pensione, lo scorso settembre, Dotto è stato sostituto commissario della polizia di stato.

«Nello scorso mandato abbiamo parlato molto del tema della sicurezza. La figura del Security manager è quell’elemento che mancava, e che abbiamo proposto in campagna elettorale», dice il sindaco. Nella mente di Salvetti, c’è stato un preciso momento in cui ha concretizzato di volere una nuova figura nella sicurezza. L’episodio «è stato uno dei più drammatici dell’ultimo decennio di Livorno. A convincermi della bontà di questo progetto è stato quanto abbiamo vissuto in occasione della vicenda di Denny Magina (giovane livornese morto assassinato ad agosto 2022, ndr). Eravamo sul confine: da una parte c’erano il punto interrogativo su cosa fare dei movimenti pericolosi in città, dall’altra la possibilità di far sì che da una tragedia nascesse qualcosa di propositivo».

In concreto, come opererà quindi la nuova figura dell’amministrazione? «La collaborazione tra Comune e security manager sarà flessibile, da costruire giorno dopo giorno. L’obiettivo di Dotto è dare al sindaco e alla città di Livorno la possibilità di contare su un esperto di determinate tematiche cittadine», continua Salvetti. La nuova figura, a metà tra tecnica e politica, sarà in costante costruzione. La collaborazione appena partita sarà annuale: «Il nostro obiettivo è allungare la durata della collaborazione. Tra un anno faremo un mini bilancio per decidere come continuare e se cambiare qualche aspetto».

Per il suo nuovo incarico l’ex commissario non riceverà nessun compenso dall’amministrazione, «ma nulla toglie che non si pensi anche a dei corsi di formazione che vedano Dotto protagonista». Linguaggio più che colorito, con in testa «le emozioni che si vedono nel film Inside Out», è lo stesso Dotto a spiegare la scelta inusuale: «Ho una pensione fortunata. Ci sono persone che alla mia età ancora lavorano sulle impalcature con quaranta gradi all’ombra. Il mio è un atto d’amore verso la città di Livorno. E per dare un futuro ai nostri figli, a partire dalla mia».

Il security manager afferma anche che non sarà «né uno sceriffo, né il doppione di qualcuno che si occupa già della sicurezza in città. Quando portavo un ragazzo in galera e una volta dietro le sbarre i ragazzi mi dicevano che non si sarebbero comportati più così, per me era un fallimento. Voglio ascoltare la gente, essere tramite tra le istituzioni e i cittadini». Prima della nomina di Dotto, tutti gli indizi portavano all’ex questore di Livorno Paolo Rossi: «ha apprezzato l’idea, ma non era nelle condizioni familiari di accettare. Si è comunque messo a disposizione per eventuali momenti di formazione», precisa Salvetti. l
 

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