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Livorno, ora in ospedale s'interviene per la fibrillazione atriale: «Miglior cura per i pazienti»

Livorno, ora in ospedale s'interviene per la fibrillazione atriale: «Miglior cura per i pazienti»

Per la prima volta l’intervento salva-vita di ablazione cardiaca. Il primario di Cardiologia Pasanisi: «Traguardo importante»

08 luglio 2024
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LIVORNO. «Anche a Livorno siamo arrivati a fare l’ablazione della fibrillazione atriale dopo alcuni mesi di formazione». Per il dottor Emilio Pasanisi, primario del reparto di Cardiologia degli Spedali Riuniti, è un traguardo importante perché – spiega – «poter fare questa procedura consente una migliore cura per i pazienti livornesi, eleva il nostro laboratorio di Aritmologia, aumenta il potere attrattivo della nostra unità operativa e ci fa crescere tutti professionalmente».

A Livorno già da tempo, grazie all’acquisizione di un angiografo di alto livello e del sistema di mappaggio elettroanatomico 3D (utilizzato per ricostruire l’anatomia delle strutture cardiache), vengono eseguite ablazioni di diverse aritmie cardiache. Ora, grazie a un’ulteriore formazione del personale medico (sia aritmologi che interventisti) è stato aperto anche il percorso di ablazione della fibrillazione atriale. In particolare – sottolinea il primario – grazie all’impegno della dottoressa Federica Lapira, responsabile del laboratorio di Aritmologia della Cardiologia, e della dottoressa Enrica Talini, referente per i percorsi day hospital della Cardiologia.

Il tipo di aritmia

La fibrillazione atriale è un ritmo atriale caotico, rapido e irregolare, ed è anche l’aritmia più comune. «La sua incidenza e prevalenza sono in aumento a causa dell’invecchiamento della popolazione, dell’obesità, dell’aumento della sopravvivenza dei pazienti cardiopatici – sottolinea il primario – ed è una condizione responsabile di un aumento dei costi legati all’assistenza sanitaria: rispetto ai pazienti senza fibrillazione atriale, infatti, quello con fibrillazione atriale hanno un rischio maggiore di incorrere in visite ospedaliere e accessi al pronto soccorso».

I sintomi della fibrillazione atriale

Per una diagnosi di fibrillazione atriale serve un tracciato elettrocardiografico che dimostri la presenza del ritmo tipicamente caotico ed è facilitata nei pazienti che hanno dei sintomi. Due su tutti: il cardiopalmo (quando il battito del cuore viene avvertito in modo particolare) o le palpitazioni. O anche sintomi non specifici come, ad esempio, la stanchezza o la sensazione di “fiato corto” (fame d’aria), mentre nei casi peggiori può coincidere con un episodio di scompenso del cuore.

Terapie indispensabili

Il dottor Pasanisi sottolinea che la fibrillazione atriale non deve essere mai sottovalutata perché «è un’aritmia che predispone alla formazione di trombi nell’atrio sinistro del cuore e che in alcune persone, con un aumentato rischio trombotico, può predisporre a emboli, quindi all’ostruzione di una vena o un’arteria, per cui è necessario assumere una terapia anticoagulante». Oltre a quest’ultima, il paziente può assumere un farmaco antiaritmico per prevenire nuove aritmie e in alcuni casi selezionati può anche essere sottoposto all’ablazione della fibrillazione atriale, ora anche a Livorno.

«La procedura è molto complessa – sottolinea Lapira – e prevede diversi passaggi e fasi che richiedono un’elevata preparazione sia dei medici operatori che del personale infermieristico. Un risultato che si è reso possibile anche grazie al supporto del dottor Giulio Zucchelli, direttore della Cardiologia 2 dell’ospedale Cisanello di Pisa, dove per sei mesi ho messo a punto la metodica, perfezionando questa tecnica ablativa. Un ringraziamento doveroso va anche al personale infermieristico di sala e ai tecnici radiologi che ci assistono durante la procedura: una squadra fatta di molti volti e professionisti senza i quali non sarebbe possibile procedere».

L’operazione

«L’ablazione della fibrillazione atriale non può e non deve essere soltanto un obiettivo terapeutico – conclude il dottor Pasanisi – ma significa anche poter prendersi carico del paziente aritmico a tutto tondo. Vuol dire seguirlo nel tempo e dunque i pazienti livornesi possono sempre più affidarsi alle cure degli specialisti della nostra Cardiologia che, oltre a essere in grado di operare e curare, hanno anche la capacità di confrontarsi con altri specialisti della nostra area vasta, sia dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana (Aoup) che della Fondazione Monasterio, nel rispetto di una logica di rete, per trovare sempre le soluzioni migliori. Nuove procedure terapeutiche, infatti, significano prima di tutto crescita professionale per tutti gli attori, sia medici che infermieri. E soltanto grazie alla stretta collaborazione interprofessionale è possibile migliorare nel nostro lavoro»l

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