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Livorno, è rivoluzione del 118: in città debutta la prima automedica

di Stefano Taglione
Un'automedica durante un servizio di emergenza con il "Pegaso" in provincia di Livorno (foto d'archivio)
Un'automedica durante un servizio di emergenza con il "Pegaso" in provincia di Livorno (foto d'archivio)

Per il momento resta un'ambulanza con il dottore a bordo, che poi si trasferirà su una seconda automedica. E a Collesalvetti potenziato il servizio di emergenza con l'infermiere 24 ore su 24. Cosa cambia

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LIVORNO. Dopo mesi di lavoro e riunioni anche a Livorno debutta il “nuovo 118”. Una rivoluzione per come, fino ad oggi, abbiamo conosciuto il servizio, che andrà a regime nei prossimi mesi. Intanto si parte con un’automedica, che avrà sede in ospedale, con a bordo un medico e l’infermiere dell’Asl, quest’ultimo anche autista. Un mezzo agile, che consentirà di liberare più rapidamente i sanitari nel caso in cui il paziente possa essere trasportato al pronto soccorso dai volontari, consentendo alla macchina di poter intervenire altrove. Auto che, prossimamente, saliranno a due: per il momento il secondo dottore che copre i turni 24 ore su 24 resta sulle ambulanze: a luglio su quelle della Svs, ad agosto con la Misericordia di via Verdi.

La riforma

La riforma, in continuità con quanto già previsto, conferma la presenza di un’ambulanza con l’infermiere per 12 al giorno (alternativamente con le Misericordie di Antignano e Montenero) nella zona sud della città, oltre a quattro mezzi di emergenza “Bravo”, con a bordo i soli volontari, pagate dall’Asl. Si sposteranno in città per 24 ore su 24 (tre) e per 17 (l’ultima, nell’area sud), facendo base nelle sedi delle varie associazioni, anche se indicativamente due copriranno l’area del centro, una l’area nord e la quarta (quella di 17 ore) quella sud. Impegnate per assicurare il servizio Svs (San Giovanni e Ardenza), Misericordie e Croce rossa. Non si tratta, comunque, di una novità impattante come quella dell’automedica: a Livorno, in realtà, le associazioni anche senza il contributo dell’azienda sanitaria riuscivano (e riescono) a garantire un buon numero di mezzi di emergenza, grazie alla generosità e alla gran voglia dei tanti ragazzi che, quotidianamente, si mettono a disposizione del prossimo senza chiedere nulla in cambio, a loro rischio e pericolo visto che ultimamente, alcuni di loro, sono stati perfino aggrediti dai pazienti violenti o coinvolti in risse. Adesso, in ogni caso, viene istituzionalizzata la presenza di quattro ambulanze fisse, che si sommeranno alle altre “formate” autonomamente dalle associazioni.

Colle potenziato

Potenziamento importante, invece, a Collesalvetti, un territorio che dall’anno scorso ha dovuto fare a meno del medico in servizio sull’ambulanza della Pubblica assistenza di via Roma per 12 ore al giorno, sostituito dall’infermiere (un tempo, il medico per mezza giornata, c’era anche nell’area sud labronica ndr). Dal primo luglio, infatti, quest’ultimo è operativo 24 ore su 24. Istituzionalizzata per mezza giornata, invece, una seconda ambulanza “Bravo” alla Misericordia di Vicarello, con i soli volontari. Coprirà lo stesso ambito, assicurando un’assistenza sanitaria più capillare nel comune al confine fra le province di Livorno e Pisa. In vista dell’estate, invece, l’Asl Toscana nord ovest ha dislocato in provincia altri quattro infermieri: il primo per 24 ore su 24 a Capraia (il pezzo di approfondimento è in basso), un secondo su un’ambulanza a Castagneto Carducci e gli ultimi due all’isola d’Elba, che opereranno insieme al dottore dell’automedica di Portoferraio. Nei fine settimana, così come per tutto agosto, la reperibilità dei tre infermieri aggiuntivi salirà a 24 ore, incrementando ulteriormente la capacità di soccorso in previsione del maggior afflusso turistico sul litorale.

Parla il direttore

«Questa è la prima fase della riorganizzazione – spiega il direttore del 118 Pisa-Livorno, Nicola Bertocci – visto che la successiva, in città, comporterà l’introduzione della seconda automedica. In questo modo, anche a Collesalvetti, avremo equipaggi in grado di garantire sempre ogni emergenza, per altro con strumentazioni d’avanguardia. Il vantaggio dell’automedica, a parte la velocità, è che dopo la stabilizzazione del paziente, se non è estremamente grave, potrà essere trasportato dalle “Bravo” con i soccorritori di livello avanzato, liberando così i sanitari. È una svolta perché porta a Livorno quell’organizzazione che è prevista dalla delibera regionale e quindi la allinea alle altre realtà della Toscana, con un aumento del numero di sanitari e un incremento della qualità degli interventi di soccorso».

I prossimi passi

Restano ancora le ambulanze “medicalizzate” a Cecina, Rosignano, Venturina e Piombino. Il prossimo passo della riforma sarà adeguare anche questi territori al resto della Toscana, come già avvenuto con l’Elba e ora con Livorno. Un sistema che ormai è destinato a essere il futuro ovunque nella nostra regione. Gradualità, la parola d’ordine, in modo da consentire alla cittadinanza e soprattutto agli addetti ai lavori di abituarsi e perfezionarsi. Ma questa è la strada: automediche veloci e flessibilità in modo da valorizzare al meglio il sapere e le capacità di medici e infermieri del 118.

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