Grosseto, bimbi fradici di sudore all’uscita dall’asilo. La rabbia dei genitori: «Ora basta, tengo mio figlio a casa»
Niente aria condizionata a “Il Canguro”, una situazione confermata dalla Flc Cgil. Il chiarimento dell’assessora: «Così in tutte le scuole»
GROSSETO. Troppo caldo per stare in classe, al punto che i bimbi ogni volta che escono dal nido sono sistematicamente zuppi di sudore. Succede all’asilo Il Canguro in via lago di Varano, ma non solo; un copione che la Flc Cgil sta verificando in diversi plessi scolastici della provincia, o almeno in quelli ancora aperti: dalle scuole che sostengono gli esami fino a quelle con i bambini più piccoli.
La segnalazione
Proprio da quest’ultimi arriva la segnalazione a Il Tirreno. Una mamma che ha il proprio figlio di 19 mesi all’asilo di via lago di Varano racconta che sistematicamente quando lo va a prendere lo trova «sudatissimo». Nonostante gli sforzi e i tentativi delle educatrici di alleviare questa condizione, a cui va il suo ringraziamento. Per questa ragione, ha deciso che oggi per lui sarà l’ultimo giorno d’asilo. Anzi a casa al fresco coi nonni che in classe al caldo.
«Al nido comunale di via lago di Varano non hanno l’aria condizionata. Mi risulta che in altri plessi hanno almeno un “pinguino”, lì invece no. L’unica soluzione che possono usare le maestre («a cui non attribuisco colpe e anzi, riconosco che pure loro operano in una situazione difficile») è di farli spogliare o di tenerli in giardino ma solo nelle ore meno afose».
Il racconto
I bimbi, racconta, sono in classe dalle 7,30 alle 15,30. Con il suo un’altra dozzina, tutti nella stessa situazione: «Stiamo parlando di bambini di età compresa fra i 4 e i 19 mesi, mentre nell’altra classe ce e sono altri 21 con un età fino ai 2 anni e mezzo. Almeno questi so che hanno un minimo di aria condizionata, mediante un ventilatore portatile». La donna fa sapere di aver già contattato insieme ad altre madri il Comune, inviando mail e Pec. «Non ci ha mai risposto mai nessuno. Per mio figlio – fa sapere – domani (oggi per chi legge, ndr) sarà l’ultimo giorno di asilo, perché così non può andare avanti. Lo porto la mattina con la canottiera e all’uscita lo ritrovo con la maglietta ancora umida dal sudore. Così non può andare avanti». Per me tenerlo a casa è un sacrificio, perché tutti noi genitori lavoriamo, ma preferisco tenerlo a casa con i nonni piuttosto che mandarlo in un posto dove cuoce dal caldo». Il 30 giugno l’asilo finirà. Ma il timore è per il 9 settembre, quando le lezioni riprenderanno.
«Se non adesso, con altre mamme ci siamo chieste cosa succederà a settembre. In quella parte dell’anno fa ancora molto caldo. Mi auguro che durante l’estate il Comune provveda con gli interventi necessari all’asilo nido».
L’assessora
Contattata da Il Tirreno, l’assessora all’istruzione Angela Amante riconosce che questo problema «c’è in tutte le scuole, non solo comunali. Stiamo lavorando per trovare una soluzione, perché ipotizziamo anche noi che a settembre questo problema si ripresenterà. Ciò che voglio sottolineare è che non siamo indifferenti e mettiamo al primo posto l’interesse dei bambini e del personale scolastico». Dopodiché, fa sapere, «gli interventi sull’edilizia scolastica competono all’assessore ai lavori pubblici Riccardo Gianneschi, che comunque è informato e sta seguendo la vicenda con gli uffici competenti». Contattato da Il Tirreno, l’assessore non ha risposto.
La situazione “bollente” nelle classi viene confermata dalla segretaria della Flc Cgil Alessandra Vegni: «Segnaliamo particolari e gravi criticità in molti plessi e soprattutto nelle scuole dell’infanzia dove le docenti e i bambini si trovano in serie difficoltà a causa di un caldo ormai insopportabile. Ci chiediamo cosa debba succedere per far sì che chi di dovere prenda finalmente le dovute precauzioni».
La sigla
Per la Flc Cgil la soluzione non può più essere rimandata a fronte di edifici scolastici che, storicamente, non sono stati concepiti né strutturati per l'accoglienza estiva.
«Quando si raggiungono determinate temperature e l'ambiente diventa insopportabile, non si può far finta di nulla – conclude la segretaria della Flc Cgil Grosseto – In situazioni di emergenza climatica come questa le autorità competenti dovrebbero prendere seriamente in considerazione la possibilità di rendere agibili gli ambienti con condizionatori o mezzi adeguati, oppure ridurre tutte le attività scolastiche al solo orario antimeridiano, evitando la permanenza nelle ore più calde del pomeriggio. La tutela della salute di chi lavora e dei bambini deve venire prima di tutto».
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