Livorno, nel degrado infinito di "Casa Firenze": quando l’abbandono è antico e vista mare
La grande struttura pubblica sopra Antignano è ancora terra di nessuno. Dal reportage di due anni fa nessun intervento nonostante le promesse
Livorno Indecenza vista mare, due anni dopo. Lievitano i metri di rifiuti zeppati nelle stanze del pian terreno. Spazzatura che copre letteralmente i pavimenti e le pareti. A distanza di 24 mesi dal reportage del Tirreno là dentro, all’interno del relitto comunale Casa Firenze sopra alle vecchie montagne di lavatrici, ruote, sedie, divani, arredi, cumuli di stracci, mobili ce ne sono di nuove. Insieme a resti di cibo, materassi e squarci di un’umanità bisognosa che là dentro trova rifugio. Magari delinque. E poi quel degrado fuori, infinito .
Qui Antignano: si arriva a questa situazione incredibile di proprietà comunale passando dal sottopasso della Variante Aurelia che porta su, in via del Littorale 225. Indecenza, spreco, un affronto a chi abita vicino a questo edificio su due piani, un tempo colonia estiva. Bella e ambita. Oggi l’abbandono completo di questo patrimonio pubblico di 1200 metri quadri di strutture, con terreni per 4500 metri quadri. Il complesso è nel piano delle alienazioni del Comune: la sua stima è di 1 milione e 200mila euro. Eppur niente si è mosso: due anni fa l’impegno da parte degli assessorati coinvolti di prendersi a cuore la situazione. Si era detto che il primo passo sarebbe stato quello di ripulire quella che è diventata una discarica. Prima la pulizia, poi l’idea di un futuro. Niente. Per adesso. Intorno a Casa Firenze du anni fa si accese il dibattito anche nelle forze di opposizione. Buongiorno Livorno ricordò allora che «nel 2003 la giunta approvò un progetto preliminare da 320 milioni di vecchie lire per la sua ristrutturazione e risanamento per nuovi alloggi e progetti successivi furono predisposti dagli uffici tecnici». Quante risorse pubbliche sprecate. In 12 anni (fino al 2012 ci abitavano famiglie in emergenza) quello scheletro è stato spogliato di tutto: infissi (porte e finestre) , sanitari, pluviali in rame. Perché chiunque può entrare e fare quello che vuole. Chiunque scarica rifiuti di ogni tipo. Casa Firenze è sempre più da rifare. Sempre più disperate quelle mura. Basta guardare. E vicino a quel palazzo di due piani più una sorta di grande dependance di fronte, vivono diverse famiglie. Con bambini.
Cittadini in abitazioni private proprie che si trovano alla fine di quella strada sterrata. Sì, anche la strada è sterrata e si allaga puntualmente quando piove. Persone che pagano le tasse ma che da troppi anni, segnalano al Comune quel degrado e quei pericoli senza essere ascoltati. Una volta sul posto, non credono ai loro occhi i presidenti delle due associazioni di volontariato, Giuseppe Pera di Reset e Sergio Giovannini di Acchiapparifiuti.
«Io non conoscevo quel posto: è chiaro che negli anni è diventata una situazione di approfitto per gli incivili che invece di smaltire rifiuti per bene vanno lì e scaricano». E fa una riflessione sull’utilizzo, possibile, di quei metri quadri comunali: «Sono messi male è chiaro, ma una volta recuperati potrebbero diventare alloggio di tante famiglie in difficoltà, poi sono in una zona dove puoi anche pensare a progetti agricoli, una riconversione destinata a far partire esperienze lavorative con gente che ha magari necessità di essere recuperata come persona».
E aggiunge: «Unire le due cose e fare di un punto di degrado un luogo di riscatto sociale». Prosegue Giovannini: «Sono due fabbricati che avrebbero grandi potenzialità, potrebbero diventare un punto di aggregazione per cooperative di agricoltura biologica, magari con incentivi disponibili da intercettare con progetti adeguati: sicuramente la prima cosa è il recupero strutturale, liberare il complesso dai rifiuti e poi valutarne le finalizzazioni». E chiude: «Come associazione ci mettiamo a disposizione se possiamo fare qualcosa ci siamo per ridare un aspetto umano, ovviamente non parlo di recuperi strutturali»l
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