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Liste d’attesa, a Livorno tempi biblici: la maglia nera a Neurologia

di Martina Trivigno
Liste d’attesa, a Livorno tempi biblici: la maglia nera a Neurologia

La situazione è più critica anche a Cardiologia, Dermatologia e Ortopedia. L’Asl Toscana nord ovest: «Impennata di prescrizioni da parte dei medici»

05 giugno 2024
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LIVORNO. La media è di 70 giorni per riuscire a ottenere l’appuntamento per una visita cardiologica a Livorno. Bisogna aspettare almeno 45 giorni, invece, per una visita ginecologica, 40 per una con l’endocrinologo e più di un mese per essere visitati dall’ortopedico. Insomma, tempi biblici che sempre più spesso costringono i livornesi a rivolgersi al privato per aggirare l’ostacolo liste d’attesa. Un tema che la direttrice generale dell’Asl Toscana nord ovest, Maria Letizia Casani, ha sottolineato anche con il ministro della Salute, Orazio Schillaci, nei giorni scorsi in visita all’ospedale di Livorno.

Ieri il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge e il disegno di legge per l’abbattimento delle liste d’attesa. E i cardini del decreto sono due: mettere in atto un sistema che consenta ai cittadini di ottenere prestazioni nei tempi di attesa corretti anche attraverso il ricorso all’intramoenia e ai privati accreditati e anche l’abolizione del tetto di spesa per l’assunzione di personale del servizio sanitario nazionale. Anche a Livorno la situazione è critica, soprattutto sul fronte delle prime visite. I dati dell’Asl Toscana nord ovest fotografano la situazione di una sanità che nei primi quattro mesi di quest’anno (considerando tutti i codici di priorità) arranca ancora, nonostante gli sforzi del personale medico e sanitario e un piano della Regione del valore di 32 milioni di euro. Pesa l’accumulo di prestazioni legato ai difficili anni della pandemia, ma non solo. La dg Casani ha rimarcato il problema anche di fronte al ministro: influiscono anche le troppe prescrizioni da parte di medici dalla “ricetta facile”.

La Toscana utilizza un indicatore specifico, il cosiddetto catchment index (capacità di risposta), che confronta le prescrizioni dei medici in un periodo di 15 giorni con le prenotazioni dello stesso periodo, e si è data una soglia pari al 75%, considerando lo scarto che regolarmente si registra tra prescrizioni e prenotazioni, dovuto al tasso di chi sceglie di rivolgersi a strutture private o di chi non prenota pur avendo la richiesta. Ecco, nella zona livornese sono soprattutto le visite neurologiche in grande difficoltà: soltanto il 17%, infatti, ha trovato risposta entro i tempi regionali, ma arrancano anche le altre specialità. Tra queste cardiologia (26,3%), dermatologia (34,9%), otorino (42,6%), ortopedia (44,7%), oculistica (49%). Ancora lontane dalla zona “salvezza” – la soglia del 75% – ginecologia (50,1%), endocrinologia (51%), urologia (58,6%) e chirurgia vascolare (66,3%). Le specialità al top, invece, si contano sulla punta delle dita di una mano: oncologia con una percentuale di visite prenotate entro i tempi regionali pari al 92,4%, chirurgia generale (95,1%), pneumologia (95,7%) e fisiatria (100%). Ma per l’Asl Toscana nord ovest, il vero problema è collegato alle troppe richieste. In particolare, in quattro anni le prescrizioni delle prime visite a Livorno sono aumentate del 50%: se nel 2019 erano 98.874, nel 2023 sono state 147.942. Lo stesso vale per gli esami diagnostici, anche se qui la situazione è più rosea rispetto alle visite specialistiche. Considerando i primi quattro mesi di quest’anno, in affanno sono soprattutto due esami: l’ecocolordoppler cardiaco a riposo e l’ecografia oncologica. Anche nel caso degli esami diagnostici le prescrizioni sono cresciute, in questo caso del 44%: nel 2019 erano state 101.565, nel 2023 sono state invece 145.924.




 

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