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Sanità

Ospedale di Livorno: puntelli, impalcature e nastri. Viaggio dentro il maxi cantiere

di Claudia Guarino
Ospedale di Livorno: puntelli, impalcature e nastri. Viaggio dentro il maxi cantiere

Lavori nella metà dei reparti. Così l’azienda corre ai ripari dopo i crolli

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LIVORNO. Fasciature col nastro e ingessature fatte con stecche di legno tenute insieme da tubi in ferro. Il malato? L’ospedale. La prognosi? Riservata. L’Asl lo sa benissimo. Tanto che, dopo aver avviato vari interventi lo scorso anno, ad aprile la direttrice generale Maria Letizia Casani firma una delibera con la lista dei lavori urgenti – su coperture e soffitti – da realizzare in sette padiglioni. Bene, alla luce della situazione attuale si può dire che mezzo ospedale sia puntellato, transennato o recintato. E anche laddove gli interventi di messa in sicurezza sono conclusi – per esempio nei corridoi o nei vani scale – rimangono evidenti segni di infiltrazioni sulle pareti. Insomma, il nostro ospedale è malato e la direzione aziendale sta cercando di curarlo. O quanto meno di tamponare le ferite.

Che, del resto, sono evidenti quasi subito, nel momento in cui si varca la porta su viale Alfieri.

Padiglioni 1,2 e 3

Il padiglione numero uno ospita l’Adi e la Medicina Nucleare. E, ad eccezione di un bagno ancora inagibile, scale e corridoi sembrano versare in condizioni non pessime. Nella zona degli ambulatori, d’altra parte, è evidente che ci siano stati degli interventi. Anche al padiglione 2 (Medicina) ci sono bagni fuori uso ma il grosso degli interventi di messa in sicurezza è stato terminato. È bene a questo punto specificare che con “lavori di messa in sicurezza” si intendono interventi miranti, appunto, a rendere sicuri (e dunque di nuovo fruibili) i locali. Per esempio installando tavole di legno. E questo in attesa di altri, più strutturati, lavori. Tornando al tour in ospedale, arriviamo al terzo padiglione (Neurochirurgia e Ortopedia). Qui un mese fa le scale del piano terra erano inagibili ed è qui che a Pasqua è venuto giù un contro soffitto. È successo nella cucina del terzo secondo che, in quel momento, era fortunatamente deserta. Adesso le scale interne del reparto sono funzionanti. Anche perché sono stati sistemati puntelli e ponteggi per mettere in sicurezza gli ingressi. Puntelli e ponteggi che, per un po’ di tempo, rimarranno lì.

Altri padiglioni

Così come nel vano scale del quarto padiglione (ambulatori) dove è stato raschiato via parte dell’intonaco presente sul soffitto. Al quarto primo e al quarto secondo le impalcature sono state sistemate anche oltre il vano scale. E uno spogliatoio è chiuso. “Non entrare, pericolo”, si legge sul cartello informativo sistemato sulla porta. Sembra l’abbia scampata il quinto padiglione. Anche perché è stato ristrutturato da poco. Messi in sicurezza con armature lignee anche il vano scale e parte del secondo piano del sesto padiglione (Chirurgia) e a breve – dove non è ancora stato fatto – dovrebbe toccare al settimo (poliambulatori e libera professione). Concluso, invece, il grosso dei lavori al decimo (Psichiatria) e anche la messa in sicurezza del ventesimo padiglione, parte del ventunesimo e i corridoi. A tutto ciò vanno poi aggiunti i ponteggi esterni. Tutti interventi, questi, per i quali sono stati stanziati 2, 5 milioni di euro che hanno seguito alcuni crolli o cedimenti dell’intonaco all’interno di vari reparti. Ecco, dunque, la messa in sicurezza coi ponteggi a vista, per evitare che qualcuno si facesse male. «Apprezziamo che la direzione dell’Asl abbia effettuato gli interventi di messa in sicurezza sebbene i lavori non siano conclusi – dice Akram Abu Sneineh, segretario provinciale di Livorno del sindacato Fsi-Usae –. Noi, d’altra parte, siamo pronti a vigilare affinché sia sempre garantita l’incolumità di operatori e pazienti». Ecco perché gli operai continuano ad aggirarsi in un ospedale puntellato e transennato per metà.


 

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