Il Tirreno

Livorno

La tragedia

Livorno, morto nel palazzo divorato dalle fiamme: cosa ha scatenato l’incendio

di Stefano Taglione
Livorno, morto nel palazzo divorato dalle fiamme: cosa ha scatenato l’incendio

La procura ha aperto un fascicolo: la vittima è un operatore ecologico di Aamps che viveva insieme alla mamma. Come stanno i feriti

29 febbraio 2024
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LIVORNO. Una candela accesa per farsi luce nel buio del black-out elettrico. Poi il fuoco che attacca la gommapiuma, forse quella di un divano letto, e l’incendio che si propaga in tutto l’appartamento. Con il fumo, acre e irrespirabile, che invade le scale e le abitazioni ai piani superiori. Uccidendo il sessantenne Milco Santini, operatore ecologico di Aamps che viveva insieme alla mamma Isabella Capodicasa, ottantenne salvata dai vigili del fuoco e ora ricoverata in medicina d’urgenza.

I soccorsi

Nottata di tragedia in viale Città del Vaticano, alla Scopaia. Il palazzo popolare al numero civico 86, dove abitano 11 famiglie e oltre 20 persone in affitto da Casalp, è stato devastato dalle fiamme e ora è inagibile. Poco dopo la mezzanotte fra martedì scorso e ieri i pompieri hanno salvato quante più persone possibile, facendole evacuare con l’autoscala, purtroppo non riuscendo a strappare alla morte il dipendente pubblico. Hanno fatto di tutto per rianimarlo, i soccorritori, nel vialetto esterno. Ma purtroppo non ce l’hanno fatta. Al pronto soccorso è arrivato in arresto cardiaco, poi ne è stata dichiarato il decesso, con ogni probabilità per intossicazione, anche se per stabilirne esattamente le cause, per il momento, la salma rimane sotto sequestro.

Le condizioni dei feriti

Una donna di origine tunisina, che aveva manifestato fin da subito problemi respiratori, è stata trasferita da un’ambulanza all’ospedale di Cisanello, a Pisa, insieme al marito. Altre sette persone sono state trasportate a Livorno (sei) e Cecina (una). Fra loro due pompieri, gli “angeli in divisa” che hanno portato fuori dall’appartamento Santini, uno con dolori a una spalla e l’altro con una sospetta distorsione a un ginocchio. Il bilancio finale è di nove persone fra contusi e intossicati: sarebbero in condizioni più gravi un sessantenne (secondo l’Asl fino a ieri mattina ricoverato in rianimazione) e la donna, madre della vittima, in medicina d’urgenza: «Mamma – spiega il figlio Stefano Santini – è sotto osservazione e in buone mani, questo ci fa sperare». L’inquilino dell’alloggio dal quale è partito il rogo, salvato da un vicino mentre era disteso sul pavimento quasi in procinto di perdere conoscenza, è ricoverato e non in pericolo di vita.


L’evacuazione

Il palazzo è stato evacuato dalla protezione civile, accorsa immediatamente, e dai vigili del fuoco che lo hanno dichiarato inagibile. Parliamo di oltre 20 persone, 11 famiglie in totale. Otto hanno trovato una sistemazione da amici o parenti, tre (sei persone fra uomini e donne) hanno chiesto aiuto all’ufficio casa del Comune e alla stessa protezione civile. Prima sono state portate nella chiesa del quartiere, fuori dalla quale la Svs ha allestito un triage, poi sono state alloggiate in un albergo a spese dell’amministrazione. Un vero e proprio “contingente” quello intervenuto nella notte: Svs (quattro ambulanze, una con il medico del 118), Misericordia di via Verdi (con il dottore) e di Gabbro, Croce rossa, protezione civile, ufficio casa del Comune, carabinieri, ovviamente i vigili del fuoco che hanno salvato diversi residenti con l’autoscala e la polizia municipale. Sul posto c’erano anche il sindaco Luca Salvetti e l’assessore alla casa, Andrea Raspanti, oltre al personale di Casalp, l’istituto delle case popolari proprietario dell’immobile, mentre la protezione civile aveva allestito un punto di informazione per spiegare del black-out elettrico in corso con Svs, Misericordia e Associazione nazionale polizia di Stato.

Le indagini

La procura ha aperto un fascicolo, ma fino a ieri pomeriggio ancora non risultavano indagati. La pubblico ministero Sabrina Carmazzi, per il momento, ha sequestrato i due immobili della tragedia: quello abitato dalla vittima e l’altro, sotto, da cui si è propagato l’incendio. Mentre deciderà, forse già oggi, se iscrivere persone nel registro degli indagati (c’è molta probabilità) e disporre l’autopsia. 

 

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