Il Tirreno

Livorno

Il lutto

Livorno perde Antonio Cristiani, il re della pasticceria muore dopo una caduta in casa

di Stefano Taglione
A destra Antonio Cristiani insieme alla moglie Loretta
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A destra Antonio Cristiani insieme alla moglie Loretta

Aveva 89 anni e, insieme al padre Rolando, ha fondato il famosissimo bar di via di Salviano. Il figlio: «Ha portato qui le grandi novità del settore»

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LIVORNO. Il suo dolce preferito aveva imparato a farlo a Roma, quando nel Dopoguerra insieme al padre Rolando era partito, dalla pisana Orentano, verso la Capitale. Una charlotte allo zabaione, un pan di Spagna con panna e crema chantilly, appunto, allo zabaione. Livorno ha perso il re della pasticceria: ieri pomeriggio, dopo una caduta nella sua casa, è infatti morto Antonio Cristiano, 89 anni, fondatore insieme al babbo dell’omonima e storica pasticceria di via di Salviano, a poca distanza da piazza Damiano Chiesa, simbolo di qualità in città e non solo, insignita con il marchio storico di attività di interesse nazionale dal ministero.

L’imprenditore è morto in ospedale, circondato dall’affetto dei suoi familiari, poche ore dopo la caduta accidentale, in cui ha sbattuto violentemente la testa. Un nome, quello di Cristiani, legato all’eccellenza artigianale “made in Livorno”, con la pasticceria aperta nel 1961 e che, dopo l’emergenza Covid, aveva festeggiato i 60 anni di attività con una serie di eventi molto apprezzati dalla cittadinanza, non celebrati come il cinquantesimo ma soltanto perché, purtroppo, c’erano le restrizioni dettate dalla pandemia. Fra i dolci “forti” dell’attività, la torta “Cavour”, proposta fin dai primi anni di apertura e mai abbandonata. Non è un caso che, negli anni scorsi, l’attività commerciale abbia vinto il titolo di “Miglior pasticceria di Livorno” al programma “Cake star” su Real Time.

Il locale è ora alla sua quarta generazione, con il figlio Sergio e i nipoti di Antonio, Sara e Lorenzo. «Mio padre – racconta il figlio – era dedito alla famiglia e al lavoro, assolutamente portato all’accogliere al meglio i suoi clienti e orientato a scegliere le migliori materie prima. Una persona fantastica, che mi ha insegnato tanto, che da Roma ha deciso di venire a Livorno perché aveva qui un parente e, dopo aver visitato il fondo di via di Salviano, se ne è innamorato. Dal 1961 a oggi, infatti, noi siamo rimasti sempre nello stesso fondo, nello stesso quartiere, non abbiamo mai cambiato».

Antonio, da qualche anno, non lavorava più in pasticceria. Era andato, meritatamente, in pensione. Lasciando il testimone alla sua famiglia, al figlio Sergio, visto che gli altri figli hanno poi deciso di prendere altre strade. Sergio, oggi, insieme ai suoi due figli prosegue la gloriosa attività di famiglia, simbolo di eccellenza per tutta Livorno e zone limitrofe. «Da Roma, prima di trasferirsi in Toscana, ha portato a Livorno le novità della pasticceria – conclude il figlio – facendo decisamente decollare questo settore. Mi ha insegnato tanto, è stato un ottimo padre e un grande imprenditore. Non ho altre parole per descriverlo, ci mancherà moltissimo. Porteremo avanti l’attività per lui, onorandone la memoria». l


 

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