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Mandò in coma un ristoratore versiliese con un pugno: chi è il 40enne sotto processo e la ricostruzione del dramma
Manuel Morgon, ora in carcere in regime di custodia cautelare, imputato per lesioni gravi. Il dramma nel maggio scorso davanti al locale “Controcorrente” sugli scali Novi Lena
LIVORNO. Il quarantenne livornese Manuel Morgon è stato rinviato a giudizio per la brutale aggressione avvenuta nel maggio scorso fuori dal Controcorrente, il famoso locale sugli scali Novi Lena, dove con un pugno – secondo l’accusa – ha steso il cinquantunenne versiliese Massimo Galleni, il titolare del Sunset, sul pontile di Lido di Camaiore, in Versilia. «Mi ha fatto proprio incazzare», sarebbero state queste le parole, riportate agli inquirenti da un testimone oculare, pronunciate dall’imputato prima di colpire l’avventore del locale, che stando alla ricostruzione di diverse persone sarebbe stato molesto nei confronti dei presenti a causa dei drink bevuti quella sera.
Galleni, accompagnato in auto dal padre alla stazione di Viareggio, era arrivato a Livorno poche ore prima. In piazza Dante, infatti, aveva un appuntamento con una donna, con la quale poi avrebbe dovuto passare una notte al Grand hotel Palazzo, non lontano dal luogo dove si è verificato l’alterco. La ragazza, tuttavia, è rientrata in albergo senza di lui a causa dei troppi superalcolici bevuti dall’uomo, che – stando alla ricostruzione dei militari dell’Arma, che hanno indagato sia con il nucleo investigativo, diretto dal maggiore Guido Cioli, sia con i colleghi della Compagnia di Livorno, guidata dal pari grado Ugo Chiosi – lo avrebbero reso molesto e minaccioso anche nei suoi confronti. È subito dopo il rientro in stanza di quest’ultima che sarebbe avvenuto il dramma, con Morgon – difeso dall’avvocata fiorentina Alessia Ratti – che avrebbe colpito l’imprenditore versiliese, che era già rimasto da solo, senza la ragazza. «Ho visto due ragazzi che stavano discutendo faccia a faccia – le parole di un testimone oculare – come di solito fa chi sta litigando. Dopo qualche istante ho notato uno dei due cadere all’indietro e finire a terra. Non ho visto il movimento causato dalla caduta. Subito dopo, quello che era viso a viso con lui, si è spostato verso il locale vicino al quale mi trovavo. Io mi sono avvicinato alla persona che era a terra e ho visto una chiazza di sangue dietro alla schiena. Era immobile e incosciente».
I soccorsi sono stati immediati: con un’ambulanza, infatti, il cinquantunenne è stato trasportato d’urgenza al pronto soccorso e poi ricoverato nel reparto di rianimazione, incosciente. Con sé non aveva alcun documento, solo soldi e il telefonino, grazie al quale i carabinieri sono riusciti a risalire alla sua identità (attraverso l’intestazione del contratto della sim). Il pernottamento al Grand hotel Palazzo, poi, è stato scoperto dopo la chiamata di un responsabile della reception, che non ha più visto rientrare l’imprenditore. E da lì, gli inquirenti, sono riusciti a ricomporre il puzzle. Individuando e fermando come persona indiziata di delitto Morgon, ancora in regime di custodia cautelare nel carcere delle Sughere. Il quarantenne – detto “Il genovese” – in passato era stato coinvolto in un omicidio preterintenzionale ed è stato sorpreso in via di Popogna. Nel corso delle udienze del processo che si è aperto in tribunale sono stati ascoltati alcuni testimoni oculari che avrebbero assistito all’alterco, fra cui un ristoratore livornese che quella sera si trovava al Controcorrente e avrebbe assistito all’inizio dell’alterco fra i due.
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