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L'intervista

Livorno, Karima per i malati oncologici «La mia voce che aiuta e sostiene è la gioia più grande»

Livorno, Karima per i malati oncologici «La mia voce che aiuta e sostiene è la gioia più grande»<br>

L’artista ha accolto l’invito dell’ospedale Apuane di Massa e racconta al Tirreno anche i progetti per il futuro

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i Simone Fulciniti

Livorno «Quando i medici mi hanno ringraziato ho risposto “grazie a voi. Perché voi salvate le vite. Se avete bisogno di me, non esitate a chiamarmi. Sono sempre a disposizione”». Così si è conclusa l’esperienza di Karima, la super cantante livornese, ospite del reparto oncologico dell’Ospedale Apuane di Massa. Un concerto emozionale, per i malati, i loro familiari, i dottori, inserito nel contesto “donatori di musica”, rassegna diventata ormai bella realtà nel panorama ospedaliero toscano.

«Per me non era la prima volta - racconta Karima-. Ho avuto un’occasione del genere poco prima che scoppiasse la pandemia, a San Severo, in provincia di Bari. Ero lì per una serata, che poi non si è mai svolta, e mi chiesero di fare visita ai bambini del reparto di ecoematologia. Andai da sola, con alcune basi musicali scaricate dal sito della Walt Disney e le cantai per questi piccoli e i loro genitori. Si divertirono un mondo».

Nel caso di Massa l’invito è arrivato direttamente dal dottor Andrea Mambrini, direttore dell’oncologia apuana, promotore della rassegna. «Ho trovato le cose ben organizzate: un pianoforte mixer, microfono, casse, insomma la struttura per allestire appuntamenti mensili, che servono ad alleviare la permanenza dei malati e dei familiari. Il medico ci ha raccontato una cosa agghiacciante: qualcuno due mesi fa ha rubato mixer e casse. Roba da matti. Una vergogna. Per fortuna ci sono anche le anime buone che hanno permesso di riacquistare tutto con le loro donazioni».

Proprio il duo Karima - Piero Frassi (al piano) ha inaugurato il nuovo impianto. «Una cosa che mi ha colpito in maniera particolare - prosegue- è il fatto che un paziente si sia fatto trasportare ad ascoltarmi col letto e la flebo attaccata. Mi ha stretto il cuore. Inoltre, tutti i presenti erano felicissimi e hanno parlato bene del pomeriggio in musica. Una soddisfazione enorme: non avrei potuto essere più completa, neanche avessi fatto un tour sold out con un milione di spettatori».

Per l’artista l’approccio al l’evento non è stato semplicissimo. «A volte, trovandoci davanti a persone con disabilità di vario genere, tra queste la malattia, ci viene naturalmente di comportarci in maniera diversa. Almeno a me capita. Quando sono andata mi sono detta: “quali temi sarà meglio non toccare con le mie canzoni, per non offendere nessuno. Ci sono entrata un po’ così. Ma alla fine ho pensato che le persone volessero semplicemente ascoltare la musica, come se andassero ad un vero concerto. E quindi ho portato il mio abituale progetto senza filtri: raccontando la mia storia, le mie passioni, da dove sono partita; alla fine ho cercato di essere me stessa, senza creare divari. Ed è stata una cosa apprezzatissima. C’era tutto: musica italiana, americana, e la richiesta finale del medico, ovvero il mio brano “Come in ogni ora”, quello che portai a Sanremo qualche anno fa. Richiesta che non potevo ignorare».

Ma un brano ha colpito più degli altri. «”Il nostro concerto” di Umberto Bindi, un pezzo che strappa il cuore a tanti. Fin dall’introduzione. Uno dei motivi per i quali sto allestendo un progetto meraviglioso, tutto in italiano, dopo tanti anni di musica americana. Un momento importante, di grande cambiamento personale e artistico. Che, in un certo senso, segna il mio futuro».

Tra le pieghe dell’evento c’è anche un aneddoto toccante. «Mentre aspettavo di cantare si avvicina una signora “ciao, sei meravigliosa, devo farmi un selfie con te, ti seguo da sempre”. Beviamo un caffè insieme, sembra molto contenta. Poi arriva un dottore che le dice “Guarda che, se vuoi, tra dieci minuti Karima si esibisce qui, nella saletta”. E lei risponde “Bello, ma devo aspettare. Perché c’è mio marito in sala operatoria”. Alla fine è venuta e mi sono emozionata al pensiero di aver regalato un sorriso a una persona che in quel momento aveva un caro sotto i ferri, con tutte le preoccupazioni e le ansie del caso. Ecco la gioia più grande: sostenere queste persone con la mia arte. Anche chi vive accanto al malato».

La notizia del gesto di Karima ha fatto velocemente il giro del web e anche il governatore della regione Eugenio Giani, dal suo profilo ufficiale, ha voluto farle i complimenti e ringraziarla per la performance, e con lei il dottor Mambrini e tutti i professionisti della medicina. «E bello sapere che le belle notizie arrivano e vengono condivise - conclude l’artista-. Non me lo aspettavo. Il presidente Giani mi ha davvero sorpresa. Io sono andata umilmente a fare questa cosa, senza pubblicizzare nulla. Come deve essere. Però, se l’atto scuote l’opinione pubblica, allora può servire; magari per sensibilizzare altri artisti a dare una mano. Perché questa è davvero una buona causa».l



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