Crociere a Livorno, Spezia la grande rivale: peggior posizione, ma più traffico
Nel 2023 l’approdo ligure ha fatto registrare il 13% in più dei passeggeri labronici. Il bilancio: 714.247 contro 630.630, nonostante le città d’arte siano molto più lontane
LIVORNO. I livelli pre-pandemia sono vicini. Nel 2019, infatti, a Livorno erano arrivate 379 navi da crociera e i passeggeri sbarcati furono 804.185, il 27% in più di un 2023 che ha comunque soddisfatto le aspettative, con i suoi 630.630 turisti. Se nel 2024, come da dati disponibili sul sito della Porto 2000, le “love boat” saranno 381, anche se il dato è solo provvisorio, è lecito attendersi che i vacanzieri superino quota 800.000 tornando, appunto, ai numeri precedenti al coronavirus, il periodo spartiacque che ha messo in ginocchio un settore dove Livorno prima andava molto bene, basti pensare al milione di persone trasportato dieci anni fa, con tanto di festa al terminal crociere da parte della società di gestione, che aveva premiato due statunitensi che si sono trovati nel posto giusto al momento giusto, tagliando numericamente la fatidica e ambita cifra tonda.
Il “nemico”
Ma la nostra città ha un diretto concorrente: La Spezia. Pur lontano dai centri toscani di maggior interesse, come ad esempio Firenze dove da lì comunque molti crocieristi vengono trasportati in autobus, il porto ligure ha chiuso l’anno appena trascorso con 714.247 passeggeri, il 13% in più dei nostri. I dati sono quelli dell’Avvisatore marittimo spezzino: 928 dalla rada esterna (quattro navi), 1.052 dalla rada di Lerici (sei “love boat”), 9.543 dalla rada di Portovenere (40 giganti del mare), oltre a 148.698 passeggeri dall’accosto 1 (35 imbarcazioni), 399.861 dall’accosto 2 (95 navi) e, infine, 154.365 turisti dall’accosto 3, con 51 “love boat” ormeggiate sulla banchina. Bisogna considerare che alla Spezia, a differenza di Livorno, alcune navi sbarcano i passeggeri non sui moli, ma in mare aperto attraverso le lance di bordo, per poi confluire in porto. È per questo che i dati sono differenziati fra le banchine e la rada. Nel complesso La Spezia ha superato Livorno, nonostante alcune città d’arte coincidano nelle escursioni organizzate dalle compagnie e siano da lì siano decisamente più lontane: Firenze e Pisa ad esempio. Mentre peculiarità del porto spezzino rimangono ovviamente i rapidi collegamenti con le bellissime Cinque terre, chiaramente visitate dai crocieristi che scendono a banchina.
I dati labronici
L’anno migliore labronico, negli ultimi sei anni, è stato il 2019, con 379 navi e 804.185 turisti sbarcati come anticipato. Non era andato male nemmeno il 2018, quello precedente, con 352 crociere e 759.787 persone. Bui, invece, gli anni della pandemia: appena 31 “love boat” e 19.351 vacanzieri nel 2020, praticamente fino al lockdown, con ben 20 arrivi per sosta inoperosa registrati dall’Avvisatore marittimo di Livorno, che raccoglie i dati di tutti i movimenti del nostro porto. Pochissimi, 78, i transiti del 2021, con 56.890 passeggeri, mentre 439.282 (con 272 accosti) sono i numeri del 2022. Nel complesso, dal 2018 a oggi, in città si sono riversati dai giganti del mare 2.710.125 persone, non poche considerando che per tre anni il settore è stato fermo o quasi. L’obiettivo, ora, è tornare a crescere e velocemente: con l’investimento di Msc Crociere, che ha aumentato da 27 a 77 le rotazioni annue, i numeri dovrebbero aumentare considerevolmente nel 2024 e il Comune – come anticipato ieri al Tirreno dall’assessore al turismo, Rocco Garufo – cercherà di mettere in campo le migliori strategie per “trattenere” in città il maggior numero di persone, così da avere una ricaduta positiva sull’economia della nostra città.
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