Il Tirreno

Livorno

A destra

Livorno, meglio commissariati che platealmente divisi: per Fdi e Lega niente congressi

di Juna Goti
Livorno, meglio commissariati che platealmente divisi: per Fdi e Lega niente congressi<br>

Alle fine a Livorno due partiti del centrodestra su tre arriveranno alle elezioni senza avere fatto il congresso, in altre parole senza avere scelto i dirigenti di punta

2 MINUTI DI LETTURA





Livorno Per la serie: meglio restare commissariati che fare pubblicamente a schiaffi, politicamente si intende. Alle fine a Livorno due partiti del centrodestra su tre arriveranno alle elezioni senza avere fatto il congresso, in altre parole senza avere scelto i dirigenti di punta, i vertici. Se la Lega, visti i tumulti di qualche mese fa nel coordinamento provinciale allora guidato da Luca Tacchi, non ci aveva neanche pensato a chiamare al voto gli iscritti prima delle amministrative, Fratelli d’Italia si è vista costretta a rimandare in corsa a dopo giugno, quando i livornesi avranno già scelto il sindaco. Troppi gli scontri interni nel partito livornese di Giorgia Meloni, troppi gli animi che si stavano già scaldando alla sola parola “tesseramento”. Così alla fine solo Forza Italia, che a livello comunale è guidata dall’ex provveditrice Elisa Amato, a dicembre è riuscita a celebrare in scioltezza il proprio congresso provinciale, riconfermando nel ruolo di coordinatrice la deputata cecinese Chiara Tenerini.

La situazione, in sintesi, è questa: la Lega a livello comunale è guidata da Michele Gasparri, eletto nel novembre del 2022, ma a livello provinciale risponde a un commissario che arriva dal fiorentino, Filippo La Grassa. Fratelli d’Italia aveva avuto il primo scossone dopo l’uscita dell’ex candidato sindaco e capogruppo in Comune, Andrea Romiti (ora in area leghista ma nel gruppo misto): l’avvocato Giacomo Lensi aveva assunto la doppia carica di coordinatore comunale e provinciale, fino a quando pochi mesi fa a guidare il partito provinciale è arrivato un commissario, questa volta addirittura da Bologna, il senatore Marco Lisei. Ufficialmente una mossa dovuta, se è vero che Lensi si candiderà come capolista. Ma nei fatti il segnale che ci sono troppe lotte interne da gestire in vista del voto, come dimostra il congresso atteso entro fine anno e poi saltato. Tanto per dare un’idea del clima: appena il 20 dicembre la dirigente nazionale Paola Nucci sul suo profilo Facebook non le mandava a dire all’altra dirigente nazionale livornese, Marcella Amadio, fino a citare un «deliro di onnipotenza» buono per Netflix.

Del resto anche la storia degli ultimi cinque anni in consiglio comunale è stata esplicita: quattro consiglieri su sei, pur rimanendo nell’alveo del centrodestra, hanno cambiato partito o gruppo, qualcuno con tanto di lancio di tessera.

Meglio abbassare i toni, quindi, in vista delle amministrative: niente congressi e il candidato sindaco, Alessandro Guarducci, è un civico. l
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il futuro del cantiere

Salvataggio Tigs, le offerte giuste: «Partono da 250 milioni di euro» – Chi sarà a decidere e tutti gli scenari possibili

di Giovanna Mezzana