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Livorno, mille in attesa di una casa popolare. E la Chiccaia aspetta il cantiere

di Claudia Guarino
Livorno, mille in attesa di una casa popolare. E la Chiccaia aspetta il cantiere

Shangai: ancora da iniziare i lavori per costruire i nuovi palazzi

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Livorno La gru è ancora a terra, sull’erba dell’appezzamento tra le vie Bixio e Paretti. Qui, nell’area dell’ex Chiccaia, i lavori per la costruzione dei quattro palazzoni popolari sarebbero dovuti iniziare lo scorso ottobre, «ma abbiamo aspettato che finissero gli interventi del Comune su via Wan Bergher – dice il presidente di Casalp Marcello Canovaro –, adesso il cantiere è in fase di allestimento». E i primi due edifici dovrebbero essere pronti «entro la fine dell’anno». Poi si penserà agli altri due. Del resto, come sappiamo ormai da anni, Livorno ha fame di appartamenti. L’ultima graduatoria per l’assegnazione delle case popolari si è formata nel 2022 e in attesa di un alloggio attualmente «c’è un migliaio di famiglie – dice l’assessore al Sociale Andrea Raspanti – tuttavia per la prima volta sono diminuite le domande per l’emergenza abitativa anche se dobbiamo capire se è una tendenza o un fuoco di paglia, considerando anche il taglio dei fondi statali destinati ai contributi all’affitto».

Contributi all’affitto

Quest’anno, infatti, il governo ha deciso di tagliare a Livorno di 1,3 milioni il contributo statale per il bando affitto. Il Comune dunque – potendo contare solo su risorse proprie e su quelle della Regione – ha dovuto gioco forza restringere le maglie e rendere il bando più selettivo aggiungendo requisiti. Ne è risultato che, quest’anno, in Comune sono arrivate 759 domande, contro le 1.776 dell’anno precedente «ben 1.017 domande in meno – ha fatto notare Sunia Cgil – e solo il 20 per cento delle domande presentate, rispetto allo scorso anno, potrà essere accolto. Molti cittadini titolari di affitti da privati, purtroppo assai alti in relazione ai redditi, perderanno l’unica risorsa importante su cui contavano per far fronte alle spese legate alla casa: tutto ciò è inaccettabile». L’sos, del resto, era stato lanciato anche dall’assessore livornese al Sociale. «La decisione del governo – disse Raspanti al momento della pubblicazione del bando per richiedere il contributo all’affitto – mette a repentaglio molte famiglie e rischia di aumentare il numero di coloro che andranno incontro a uno sfratto nel 2024».

Emergenza abitativa

E, di conseguenza, di coloro che si troveranno in una situazione di emergenza abitativa. Ecco perché il dato sull’ultima graduatoria di settore «va preso con le molle» tuttavia risulta che le domande «sono passate da 716 a 690. Ed è la prima volta negli ultimi dieci anni che si registra una flessione». L’assessore Raspanti ricorda poi che nel corso del 2023 sono andati ad assegnazione 150 degli alloggi prima vuoti e poi ristrutturati e che «siamo riusciti a dare una risposta importante a un problema che nell’edilizia residenziale pubblica è strutturale». Il tutto in attesa di capire quanti esattamente siano in questo momento gli alloggi popolari vuoti, per un motivo o per un altro, il cui numero «è sicuramente sceso sotto i 300. Consideri che al 31 dicembre 2022 erano 333».

L’ex Chiccaia

In tutto questo c’è un orizzonte di nuove edificazioni, in parte quasi completate e in parte ancora da iniziare. Quest’ultimo è per esempio il caso del vecchio blocco della Chiccaia. Qui sono passati sette anni dal bando statale per le periferie e dai relativi finanziamenti e tre anni dalla demolizioni dei 126 alloggi che ormai erano diventati il simbolo del degrado e due anni dall’approvazione del progetto definitivo dei nuovi appartamenti. Che alla fine dovranno essere 54, ma intanto si partirà con un po’ meno. «Per una parte del progetto, i primi due edifici finanziati con fondi statali, la fine dei lavori è prevista entro la fine del 2024 – spiega Marcello Canovaro –. Poi si procederà con gli altri due». Il via ai lavori, in precedenza fissato per ottobre, è slittato e «adesso la ditta incaricata sta predisponendo il cantiere, ma la gru è in fase di montaggio e gli scavi non sono ancora partiti», aggiunge il presidente di Casalp.

Via Giordano Bruno

Poi c’è la partita di via Giordano Bruno. Qui un edificio è già stato abbattuto e ci sono altri due blocchi – quelli ai civici 16 e 18 – da buttare giù e da ricostruire e l’ipotesi è quella di iniziare ad abbattere i palazzi entro la fine della prossima primavera. Al momento, comunque, «si sta concludendo l’iter degli espropri», dice Raspanti. Espropri che prevedono indennizzi e che riguardano coloro che degli appartamenti sono proprietari. Mentre per gli inquilini delle case popolari, spiega Raspanti, «è stata effettuata la procedura di mobilità». A costruzioni concluse, comunque, alla Guglia dovrebbero essere disponibili sessanta nuovi alloggi popolari. Infine c’è l’ex caserma Lamarmora. Qui i lavori di riqualificazione sono iniziati tempo fa «e – spiega Canovaro – stanno finendo». Si sarebbe, insomma alle rifiniture per questo blocco di edilizia residenziale pubblica. Poi ci sarà tutta la partita dell’area mercato ortofrutticolo a Fiorentina, superficie per cui era stato fatto un progetto legato alle costruzioni di tipo popolare che, probabilmente, dovrà essere rivisto. Ma questa è un’altra storia.l

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