Il Tirreno

Livorno

Tribunale

«Ha stuprato un amico del nipote»: agricoltore rinviato a giudizio

di Stefano Taglione
«Ha stuprato un amico del nipote»: agricoltore rinviato a giudizio

Collesalvetti: il gestore di una tenuta imputato per una presunta violenza su un sedicenne

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COLLESALVETTI. Avrebbe costretto un sedicenne a un rapporto sessuale fra le mura domestiche durante una pausa pranzo. Per questo un agricoltore, gestore di una tenuta che si trova nel comune di Collesalvetti – Il Tirreno non lo identifica con nome e cognome, né scrive dove sarebbe avvenuto il fatto, per non rendere riconoscibile il ragazzo – è stato rinviato a giudizio per violenza sessuale aggravata e fra qualche mese comparirà per la sentenza in abbreviato, il rito alternativo scelto dal suo avvocato e ammesso dal tribunale che prevede lo sconto automatico di un terzo della pena, davanti al gip Marco Sacquegna.

L’accusa

Il fatto contestato si riferisce al 2017. Il sedicenne – un livornese amico del nipote dell’uomo, motivo per il quale lo stava aiutando nelle campagne della tenuta – sarebbe rimasto a mangiare durante una pausa dei lavori all’interno dell’abitazione dell’imputato e in questa circostanza, secondo l’accusa, sarebbe avvenuta la violenza. Il minorenne, che oggi ha 23 anni, ha poi raccontato tutto alla madre, è andato al pronto soccorso e ha presentato la denuncia ai carabinieri, raccontando di quel rapporto sessuale non consenziente avvenuto fra le mura domestiche.

La difesa

L’imputato, che non ha alcuna misura cautelare a suo carico, nega ogni addebito. Sostiene di non aver mai avuto alcun rapporto sessuale con il sedicenne e si reputa totalmente innocente. Al fatto non avrebbe assistito alcun testimone, dato che i due in quel momento sarebbero rimasti soli in attesa di riprendere i lavori nelle campagne circostanti. Il ragazzo, dopo la denuncia ai militari dell’Arma, era stato ascoltato sempre dai carabinieri con delle sommarie informazioni testimoniali e per acquisire la sua prova il pm titolare dell’inchiesta, Giuseppe Rizzo, non ha ritenuto opportuno chiedere l’incidente probatorio. Inizialmente il fascicolo era in mano alla gip Tiziana Pasquali, che però nel frattempo è passata fra i giudici ordinari, e dopo un’udienza di smistamento davanti al collega Mario Profeta, ora il fascicolo è in mano al gip Marco Sacquegna, che sulla base degli elementi acquisiti fino ad ora dovrà decidere l’innocenza o la colpevolezza dell’imputato.


 

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