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Maltempo a Livorno, ristoratore in ginocchio: «Danni per 30.000 euro, il mio locale si allaga sempre»
La protesta di Daniele Fabbrizi, titolare del “Kalypso”: «Un inferno dopo la nuova pavimentazione alla Terrazza, i disagi sono aumentati, cosa è successo?»
LIVORNO. «In una delle cucine del mio locale c’è quasi mezzo metro acqua e se sono fortunato riaprirò martedì (domani per chi legge ndr). Siamo dovuti scappare dal ristorante perché rischiavamo di affogare e i danni sono ingenti: 30.000 euro fra allagamenti e mancati incassi. Sabato scorso, di sera, a cena aspettavo 180 persone, mentre domenica a pranzo (ieri ndr) altre 70. Tutto rovinato dal maltempo».
Daniele Fabbrizi è il titolare del “Kalipso” e per la terza volta in un mese – le sue parole – ha dovuto fare i conti con l’ondata di maltempo che si è abbattuta sul lungomare, allagando prima la Terrazza Mascagni, poi il suo locale e quello accanto: “Pizza a Go-Go” di Andrea Pagni, oltre naturalmente all’acquario e al Surfer Joe, tutte strutture già a messe a dura prova dall’allerta arancione del 3 novembre scorso. «Stavolta è andata pure peggio – sottolinea il ristoratore – e siamo rovinati. In dieci anni, da quando io lavoro qui, non era mai successo niente, mentre in un mese è accaduto il finimondo. Non c’è solo il discorso del cambiamento climatico, perché da quando è stata installata la nuova pavimentazione alla Terrazza ed è stato realizzato il parcheggio dell’acquario con il mare agitato il controviale diventa un fiume di fango e mota. Sono le acque fognarie che si sollevano e l’acqua mi entra sia da fuori che dai bagni. Mi ha distrutto pure un water: mi sembra ovvio che dopo i lavori sia stato tappato qualcosa, altrimenti questi enormi disagi non si spiegano».
Fabbrizi non sa nemmeno a chi chiedere aiuto, «perché non ho un interlocutore». Sabato scorso, ad esempio, era il suo vicino di attività Andrea Pagni a cercare continuamene di stasare i tombini del controviale per evitare che i locali di allagassero. Per la pizzeria “A Go-Go” ha funzionato, anche perché il titolare si era dotato di paratie e tanto olio di gomito per buttare fuori l’acqua che è comunque entrata, ma al Kalypso no. «In una delle due mie cucine – prosegue Fabbrizi – c’era più il livello più alto dell’acqua perché è un po’ più bassa rispetto al resto dell’ambiente. Se avesse anche piovuto saremmo andati sotto di un metro e già 15 giorni fa, con il sole, il controviale era diventato un fiume e l’acqua mi è di nuovo entrata. Il 3 novembre era stato solo l’inizio. Per altro queste calamità naturali avvengono sempre prima dei fine settimana, costringendomi ad annullare le numerose prenotazioni. È un dramma: ho otto dipendenti e se non c’è una tregua e dovesse tornare una forte ondata di maltempo io davvero non riaprirò mai più. I futuri incassi del pranzo di Natale e del cenone di Capodanno, se il maltempo non ce li rovina, non mi basteranno neanche per ripianare i conti».
Il ristoratore – che ha dovuto «buttare parecchio cibo, quello fresco che non ho potuto utilizzare, anche perché manca l’elettricità», rivela – si lamenta anche della mancata percezione di sicurezza nella zona, soprattutto la notte, e delle «baracchine ormai vuote che alimentano solo il degrado». «Io la sera lo vedo – spiega – che le persone là spaccio e dopo ci dormono. So che il Comune ha in progetto una riqualificazione dell’intera area, di cui comunque sento parlare da almeno dieci anni, ma intanto secondo me andrebbero buttare giù perché rovinano un bellissimo lungomare, che invece a causa di questa costruzioni degradate è orribile. Io, come imprenditore, pago tutte le tasse e non merito certo di avere il degrado a nord e da sud, ogni volta che c’è una forte mareggiata, vedermi arrivare un fiume in piena di fango dall’acquario. Qualcuno deve intervenire».
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