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Morta per la pasticca di ecstasy, l'avvocato dell'amico: «Risarcimento per lui molto pesante»
Livorno, il legale Francesco Atzeni valuterà se fare ricorso in Cassazione: «La riduzione della pena è stata comunque importante»
LIVORNO. «La riduzione della pena è stata importante, così come la decisione della sospensione della pena. Il ricorso alla Corte di Cassazione? È una possibilità che valuteremo una volta che avremmo letto le motivazioni della sentenza, che ancora ovviamente non sono state depositate».
È in parte soddisfatto Francesco Atzeni, l’avvocato del ventiquattrenne livornese Matteo Nerbi, condannato in secondo grado per spaccio di lieve entità e morte in conseguenza di altro reato per la scomparsa della diciannovenne Erika Lucchesi, alla quale avrebbe ceduto una pasticca di ecstasy poi risultata letale nella discoteca “Mind” di Sovigliana, nell’Empolese. Per il suo assistito, fin dal primo grado, Atzeni aveva scelto il rito abbreviato, con la riduzione automatico di un terzo della pena. «Da un punto di vista penalistico sono molto soddisfatto, mi aspettavo di più in tema di approfondimento della prova – prosegue il legale – visto che l’appello era incentrato sulla rivalutazione degli aspetti probator, però non affrontati. Eventualmente vedremo la Cassazione, soprattutto per quanto riguarda l’aspetto della provvisionale che a nostro avviso è molto alta».
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