Arriva l’“albergo” della spiritualità. «Montenero come la nostra Loreto»
Il vescovo Simone Giusti: «Entro dicembre saranno pronte le prime venti camere»
LIVORNO. Non solo un luogo di preghiera ma di accoglienza. Per tutti. Con 20 camere con bagno, cucina, salone, sala da pranzo pronte per dicembre. A cui ne seguiranno altre trenta che saranno ultimate in futuro per un totale di 50 posti letto. Il vescovo di Livorno monsignor Simone Giusti sta costruendo la “sua” Montenero, cuore della spiritualità che da Livorno richiama i fedeli d’Italia e non solo. Un mattoncino del suo maxi progetto annunciato anni fa di fare di Montenero la nostra Loreto affacciata sul Mar Tirreno.
«Sono in corso i lavori del primo lotto che ci consentiranno di ospitare le prime venti persone per i tre giorni di spiritualità laica programmati dal 27 al 29 dicembre» annuncia il vescovo.
Questa novità che si sta realizzando all’ombra del santuario dedicato alla Madonna di Montenero fa parte di un percorso condiviso intrapreso tra Diocesi e congregazione dei Monaci Vallombrosani per valorizzare al meglio quel luogo sacro, fatto di tanti beni e spazi da valorizzare. In chiave spirituale e perché no turistica, richiamando fedeli e pellegrini devoti.
Non è un segreto che il monsignore-architetto Simone Giusti si sia messo in testa da tempo di fare di Montenero un polo di devozione mariana che sia l’equivalente di una «Loreto affacciata sul mar Tirreno».
L’ha ripetuto più volte sia come valorizzazione turistico-culturale sia insistendo sull’indotto religioso delle “guarigioni” (già alimentano una galleria di ex voto che assedia il santuario e non si è mai fermato).
«La casa di spiritualità diocesana si sta costruendo nell’edificio storico del santuario, ovvero l’ala destra e quella sinistra che sono di proprietà della Diocesi di Livorno», spiega.
Praticamente viene trasferita a Montenero quell’attività che un tempo veniva svolta alla Villa Alma Pace, lungo il viale Vespucci ad Antignano. «Era un luogo sicuramente bello ma la usavamo solo d’ inverno perché in estate con tutti i bagnanti lì sotto diventava difficile conciliare questo con la nostra attività: abbiamo ricevuto un’offerta interessante da parte di un grande gruppo livornese di volerla affittare come sede di rappresentanza e così adesso c’è un contratto di affitto in corso», aggiunge ancora monsignor Giusti. L’idea della Diocesi è anche quella di convogliare su Montenero il filone della congressistica spirituale.
Tornando alla valorizzazione di Montenero e al suo progetto da costruire mattoncino dopo mattoncino e grazie a finanziamenti anche da parte della Cei , monsignor Simone Giusti parla dell’aula mariana.
E di tutta quella parte della collina (con noti problemi idrogeologici) alle sue spalle.
«Stiamo procedendo con l’acquisizione di quella parte della collina e ce ne assumiamo tutti gli oneri relativi ai terrazzamenti, ai consolidamenti e a quello che serve per superare i problemi che ci sono e comunque l’aula mariana è perfettamente funzionante come chiesa parrocchiale Santa Maria Maddalena di Montenero».
E anche questo obiettivo è stato centrato dal vescovo Giusti. Aula Mariana non più come auditorium, ma come luogo di culto, già funzionante e apprezzato. Ad uso della comunità parrocchiale montenerese troppe volte costretta a sentirsi “ospite” in casa propria per via della complicata convivenza con il continuo flusso di pellegrini. Risolte le questioni legate a proprietà, giurisdizione, carte bollate e atti notarili ecco che il percorso va avanti.
Attualmente le ditte incaricate dalla Diocesi si occuperanno di sistemare la parte esterna quindi.
«I lavori ammontano a qualcosa come un milione e mezzo di euro, il 70% arriva da fondi Cei e circa 400mila euro sono fondi della Diocesi», puntualizza. «Spero che a giugno questi interventi siano terminati per far tornare in funzione anche l’ascensore», aggiunge monsignor Giusti.
Per anni questi progetti sono stati chiusi nel libro delle idee. Adesso le questioni legate a proprietà, giurisdizione e competenza sono state sistemate in questo percorso condiviso da tempo intrapreso, su Montenero, tra Diocesi e monaci Vallombrosani, il cui abate generale è padre don Giuseppe Casetta.
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