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Livorno, truffe alle assicurazioni: a processo pure l’urologo ed ex primario Scannapieco

di Stefano Taglione
Livorno, truffe alle assicurazioni: a processo pure l’urologo ed ex primario Scannapieco

Secondo l’accusa avrebbe «attestato lesioni contrarie al vero»

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LIVORNO. Urologo ed endocrinologo molto conosciuto in città, che nel 2019 si era candidato come consigliere comunale nella lista civica “Città diversa” a sostegno di Marco Cannito, è stato rinviato a giudizio per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione e all’istigazione alla corruzione di pubblici ufficiali. Coinvolto nel presunto sistema delle truffe alle assicurazioni l’ex vicario del reparto di urologia dell’ospedale labronico, Giuseppe Scannapieco, 64 anni e originario di Carrara. Il medico, secondo l’accusa, «retribuito da Francesco Papini (considerato dall’accusa il principale imputato ndr)», insieme ad altri colleghi, avrebbe «svolto il ruolo di sanitario che accoglie le vittime dei sinistri gestiti dal sodalizio emettendo, su richiesta dello stesso Papini, referti e altra documentazione medica falsa, perché attestante entità e durata delle lesioni o decorso sanitario post-sinistro contrari al vero».

«Una falsa consulenza»

Il Tirreno, ieri pomeriggio, ha provato a contattare l’urologo (senza esito) per commentare la decisione del gup Marco Sacquegna. La prima contestazione mossa verso l’endocrinologo è relativa a un incidente che ha visto coinvolto nell’aprile del 2019 il livornese Luca Bardi, 60 anni, che ha patteggiato sei mesi con la pena sospesa. Secondo il pm Massimo Mannucci, in quell’occasione, sarebbe stata presentata all’assicurazione «una falsa consulenza medica apparentemente redatta da Scannapieco, ma formata da Papini», motivo per il quale l’urologo è anche accusato di falso per avere, in concorso con altre persone, «contraffatto i referti e la documentazione medica».

Le perizie

Ci sono però altre perizie specialistiche che vedono coinvolto il “camice bianco”. Dobbiamo tornare indietro al 2017, al 28 novembre per la precisione, quando il colligiano Alessio Guerri (43 anni e rinviato a giudizio per fraudolento danneggiamento dei beni assicurati) rimane coinvolto in un incidente. Nell’occasione, alla compagnia assicuratrice, sarebbe stata presentata una cospicua documentazione medica, fra cui «una ricevuta di 1.002 euro apparentemente rilasciata da un centro fisioterapico» prodotta con una perizia proprio di Scannapieco «come prova delle lesioni patite dall’infortunato», con quest’ultimo che avrebbe conseguito «un risarcimento complessivo di 16.400 euro», di cui «8.651,27 venivano dati a Cinzia Allegranti (la moglie di Papini ndr) con un assegno circolare». Andando ancora indietro nel tempo, è il 9 luglio del 2019, a Viareggio si verifica un altro incidente stradale, in cui rimangono coinvolte persone estranee all’inchiesta. Nella documentazione consegnata all’assicurazione, in questo caso, compare – secondo l’accusa – «un referto ecografico apparentemente rilasciato da un centro diagnostico toscano, documentazione prodotta con una perizia di Scannapieco come prova delle lesioni patite dalle persone infortunate». In questo caso, i risarcimenti erogati e liquidati da Axa, sono stati pari a 37.400 euro.

 

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