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Livorno

Turismo: il progetto

Anche Livorno scommette sulle panchine giganti: ecco dove

di Francesca Suggi
Anche Livorno scommette sulle panchine giganti: ecco dove

La proposta della Proloco: "Vogliamo entrare nel circuito nazionale, con passaporti e timbri". Dalle colline al mare i 4 luoghi panoramici suggeriti

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Livorno Tornare bambini arrampicandosi in cima alla panchina gigante. Godersi il paesaggio. Che a Livorno sarà vista mare, con tutta probabilità. E poi mettere il timbro sul passaporto ufficiale ad hoc. Sono intenzionati a portare in fondo il progetto i volontari della Proloco di Livorno. Che hanno proposto il progetto della Big Bench, la panchina gigante, al Comune. E l’assessore al Turismo Rocco Garufo conferma che l’idea viene accolta a pieno. E adesso si tratta di indicare alla Proloco, nella persona della sua storica presidente Ombretta Bachini, quale delle 4 location proposte sia la più idonea. Minimo comun denominatore è che sia in un luogo panoramico. «Siamo assolutamente favorevoli a questo progetto che andrà a inserire Livorno in un circuito turistico nazionale: quello delle Panchine Giganti è diventato un vero e proprio circuito», afferma Garufo.

«L’associazione ci ha proposto quattro luoghi possibili e adesso gli uffici stanno verificando se esistono vincoli per decidere la location più idonea», continua. L’entusiasmo della proposta sgorga dalle parole di Ombretta Bachini, che guida l’associazione di volontari che al momento è impegnata nell’allestimento del tradizionale Villaggio di Natale nel parco di Villa Fabbricotti.

«Mesi fa abbiamo inoltrato la proposta al Comune, a cui poi è seguita la specifica dei luoghi panoramici da noi indicati dopo sopralluoghi per realizzare la Big Bench livornese su precisa richiesta e adesso aspettiamo che questo bel progetto possa diventare realtà». Sarebbe la prima panchina tutta livornese ad entrare nel circuito ufficiale delle Big Bench italiane e mondiali. Dove? Le proposte sono 4: in prossimità dello scoglio della Ballerina (zona Tamerice); il piazzale del mausoleo Ciano; lungo la strada del ripetitore che porta alla Valle Benedetta e al poggio delle Monachine con la sua vista mozzafiato,

«La realizziamo a nostre spese – va nei dettagli Bachini – ma dobbiamo avere l’autorizzazione da parte dell’amministrazione dopo una verifica da parte del Comune della fattibilità urbanistica e paesaggistica: orientativamente sarà una spesa di 5,6mila euro».

Livorno vuole entrare nel circuito ufficiale: quello in cui ogni panchina è numerata e porta il logo della Big Bench Community project. Quel progetto nazionale e oltre confine nato nel 2010 per opera di Chris Bangle, un designer americano molto attivo nel settore automobilistico che nel 2009 si è trasferito nelle Langhe in Piemonte, più precisamente a Clavesana. É qui che nello stesso anno Bangle ha realizzato la sua prima Panchina gigante, la numero 1 (la numerazione è secondo l'ordine di costruzione). L'idea di realizzare delle panchine di enormi dimensioni di per sé non è inedita ma lo è il contesto in cui esse vengono costruite: una zona facilmente raggiungibile e in una posizione panoramica. Le dimensioni delle Panchine giganti fanno sentire il visitare come un bambino, capace di ammirare il paesaggio che ha di fronte con occhi nuovi

Dopo l'installazione della prima Big Bench nel 2010 a Clavesana, altre persone iniziano a chiedere la possibilità di costruirle. Per creare un ente in grado di gestire il progetto e garantirne l'autenticità e il carattere no profit nasce, nel 2015, l'associazione Big Bench Community Project, con lo scopo di promuovere le Panchine Giganti a marchio registrato. Con l'aumento esponenziale del numero di Big Bench, l'associazione diventa nel 2021 una Fondazione. «Noi ci siamo, aspettiamo che il Comune dia il supporto tecnico e l’approvazione dell’iter amministrativo: poi pensiamo a tutto noi, il design delle Big Bench, protetto da copyright, viene concesso a titolo gratuito per la realizzazione di una panchina gigante a condizione che si rispettino tutti gli elementi che caratterizzano la visione del suo fondatore», chiude Bachini. A Livorno città sarebbe la prima. Ma nel Livornese negli ultimi tempi ne sono ne spuntate diverse: a Porto Azzurro (isola d’Elba, la numero 208); a Piombino la numero 150; a San Vincenzo la numero 275. E ancora quella rosso ciliegia, la 192 a Castelnuovo della Misericordia. Invece nel Pisano c’è la 206 a Castellina Marittima, l


 

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