Livorno, bocciata il nuovo menù della mensa scolastica: si torna ai cibi tradizionali
Dal nido alle elementari, il menù sperimentale non piace. Libera Camici: «Siamo andati incontro alle esigenze dei genitori che pagano la retta»
LIVORNO. Dal nido alle scuole elementari, mensa scolastica bocciata: si torna al menù tradizionale e si ripone in un cassetto quello cosiddetto “sperimentale” per quanto riguarda i circa 6mila pasti al giorno che provengono dal centro cottura La Mimosa di Guasticce.
«Le sperimentazioni sono fatte per essere provate. A volte piacciono, altre volte un po’meno. In questo caso abbiamo deciso di andare incontro alle esigenze dei genitori, che pagano il servizio ed è giusto che siano ascoltati», commenta la vicesindaca, Libera Camici, che ha anche la delega all’Istruzione.
Si torna indietro. Si torna al menù tradizionale nelle scuole elementari, nelle materne e nei nidi comunali e statali, dopo aver sperimentato nelle prime settimane di questo anno scolastico un menu innovativo. Al di là dell’ascolto dei genitori e quindi del ritorno sui propri passi, la sindaca vuole comunque essere chiara: il menù innovativo, e quindi i nuovi piatti per i bambini, erano stati concordati anche con i genitori. «Nella Commissione mensa ci sono anche i rappresentanti dei genitori, che hanno collaborato con Cirfood (la società che distribuisce i pasti nelle scuole comunali, ndr) . Già lo scorso anno i bambini avevano sperimentato nuovi pasti che vedessero una percentuale più alta di legumi, per esempio».
Ma cosa c’era nel menu innovativo al centro di tante lamentele da parte dei genitori e definito non adatto? A far restare i bambini con la fame una volta usciti da scuola, sono state soprattutto le pietanze a base di verdura, che vedevano una presenza maggioritaria nel menu innovativo. Tra i piatti del menù sperimentale c’erano, per esempio, l’orzotto primavera, pinzimonio, vellutata di porri con pastina, pasta al pesto di zucchine e petali di mandorle, il tortino di legumi e verdure, il riso in crema rossa di Dracula (barbabietola) , hummus.
Comunque intorno a metà ottobre a tante famiglie è stata girata dai dirigenti la comunicazione del Comune che i menù sarebbero cambiati. “Visto che l’esito della sperimentazione del nuovo menù adottato nelle scuole in queste prime settimane del nuovo anno scolastico, non ha incontrato il gradimento da parte dei bambini e delle bambine, ci impegneremo a ripristinare il vecchio menù con ricette più semplificate e meno innovative”, si legge. «Non è una cosa rara che i menù delle mense non piacciano alle famiglie», dichiara Camilla Pasqualini, preside dell’Istituto comprensivo Carducci. «La ristorazione scolastica è molto attenta alle esigenze delle famiglie, e spesso il sistema, attraverso le richieste dei genitori, migliora l’offerta».
Riprende Antonio Manfredini alla guida del Comprensivo Don Angeli. «Non sono a conoscenza di un largo numero di segnalazioni per quanto riguarda la scuola che dirigo. Mi vien da pensare che i bambini non mangino il cibo perché non sono abituati a come lo si presenta a mensa. Per esempio, il pesce probabilmente non si mangia sotto forma di bastoncini, ma in altro modo».
Chiude Camici: «La mensa scolastica è un’attività didattica, con la funzione educativa di far assaggiare ai bambini anche piatti non familiari. Nel costruire i menu, poi, dobbiamo tener conto di quello che viene indicato dalle Asl per avere una dieta equilibrata».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
