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Livorno, i banchi della destra si confrontano sulla carta Guarducci

di Juna Goti
Livorno, i banchi della destra si confrontano sulla carta Guarducci

Fdi: candidato trasversale. Lega: no comment

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Livorno È stata la notizia del giorno, ieri, sul fronte politico, il nome di Alessandro Guarducci come papabile candidato indipendente nell’area di centrodestra e centro. Ex capocronista e caporedattore centrale del Tirreno, dall’anno scorso è in pensione: se sarà lui a correre contro Luca Salvetti, in città si aprirà una sfida tra giornalisti. Alle elezioni mancano ancora parecchi mesi e in politica è bene non dare nulla per scontato, ma una fetta della coalizione lavora a questa ipotesi, che tra l’altro il diretto interessato non ha confermato ma neanche smentito. E molte delle reazioni piovute ieri lo fanno capire. In mattinata in municipio era convocato il consiglio comunale e a margine il capogruppo di Fratelli d’Italia, Alessandro Perini, ha commentato così: «È un buon candidato, che per il lavoro che ha fatto conosce i problemi della città e i livornesi. Da quando avete tirato fuori la notizia, mi hanno scritto parecchie persone per manifestare apprezzamento, sia da destra che da sinistra. Anche qualcuno di area Pd stufo di Salvetti. Quindi vuol dire che può incontrare un apprezzamento trasversale».

«Dal punto di vista personale lo stimo, poi il candidato sarà la sintesi delle volontà della coalizione», dice Gianluca Di Liberti di Forza Italia. Seduta accanto, nel gruppo misto, c’è Costanza Vaccaro: non è ancora chiaro cosa vorrà fare l’ex leghista alle prossime elezioni, se correrà con qualche forza politica o con una sua lista, intanto parla di Guarducci come di un «personaggio di alto profilo, conoscitore dei problemi della città». Chi invece è in odore di entrarci, nella Lega, è l’ex candidato sindaco Andrea Romiti, al momento nel gruppo misto dopo l’uscita da Fdi: «Sono favorevolmente colpito, è una persona che conosce bene Livorno». E subito dopo stuzzica: «Se si mette contro il Pd e fa una scelta di campo verso il centrodestra, dà autorevolezza all’opposizione che si è sempre fatta in città». Parentesi: ieri tra i banchi Pd in parecchi chiedevano se fosse vero.

Ma il primo scoglio con cui Guarducci dovrà fare i conti se vuole correre la maratona, sono le divisioni interne al centrodestra. Di fronte all’ipotesi di una sua candidatura, ieri il capogruppo della Lega Carlo Ghiozzi e Giulia Pacciardi hanno risposto con un eloquente «no comment». E il segretario comunale Michele Gasparri ha tagliato corto: «Io non dichiaro niente perché non so niente». Di solito alla fine, a destra, decidono i livelli sovracomunali, ma è chiaro che quello della Lega è il fronte aperto. Anche perché la base vuole rivendicare per sé la scelta del candidato, dopo che in passato è toccata a Fi e Fdi. Ieri molti si sono trincerati dietro al «non ne sapevo nulla». Ma c’è da scommettere che parleranno eccome anche di questo alla cena del 13 ottobre a Calafuria, dove sono attesi i massimi livelli del partito. La Lega proporrà un altro candidato o no?

In tutto questo non si può dimenticare che la Lega, commissariata a livello provinciale, andrà a congresso dopo le elezioni, mentre Fdi ci andrà proprio a dicembre, a ridosso delle elezioni. C’è da immaginare che si assisterà a uno scontro interno almeno tra due volti: la dirigente nazionale Marcella Amadio e il segretario in carica Giacomo Lensi. Chi li conosce sa che non sono d’accordo quasi su nulla. Ma di fronte al nome di Guarducci, nessuno dei due reagisce con un no. Amadio va dritta: «Per me è una bella candidatura, indovinata, la professione che svolgeva fino a poco tempo fa è garanzia del fatto che conosce Livorno. È trasversale, conosciuto, può raccogliere consensi anche al di là del centrodestra, è una candidatura competitiva». Lensi è più diplomatico nel suo ruolo di coordinatore, anche forse per non “targare” il nome nei difficili equilibri tra partiti: «Nel tavolo del centrodestra ci siamo incontrati in più di un’occasione come coordinatori provinciali e comunali. Per Fdi c’eravamo io e Paola Nucci. In questo contesto si sta parlando innanzitutto di programmi elettorali, più che un nome è stato fatto un identikit del candidato, che sia compatibile con i programmi. E la figura di Alessandro Guarducci, o comunque di un giornalista, può essere compatibile, così come quella di professionisti di vari ambiti, avvocati, ingegneri, medici o imprenditori. Il candidato dovrà essere preparato, competente e serio». l

J.G.

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