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Nuovi negozi al Levante: saranno di abbigliamento. Intanto arriva un distributore gpl
Livorno: l’area, di proprietà di una società che fa capo alla famiglia Fremura, è quella vicino al parco commerciale e al McDonald’s
LIVORNO. Benzina, gasolio e anche il gpl nel nuovo distributore che nascerà uscendo da Coteto. Al Levante tornano ad aprirsi i cantieri. Si può infatti notare provenendo dall’Aurelia, e andando in direzione della Variante, che lungo la destra insiste una rete arancione. È lì che si sta lavorando per costruire un distributore a marchio EnerCoop. E c’è pure il gpl. I lavori sono per conto della Doro srls, con sede in via degli Arrotini, su richiesta dell’amministratore Francesco Domenici e le ruspe, dopo aver proceduto con lo “spianamento”, stanno accingendosi a espletare la fase dell’escavazione di tre serbatoi da 25 metri cubi metallici interrati per gasolio, due di uguale capacità per la benzina e, infine, uno da 30 metri cubi di gpl. Un distributore con due erogatori multiprodotto doppi a otto pistola, un erogatore doppio a due pistole per gpl.
L’area commerciale
È quella delle polemiche, scesa da 24 mila metri quadri avallati dalla precedente amministrazione, ai 10mila di superficie edificabile decisi da quella attuale, secondo l’ultimo progetto rivisto e corretto con la società proprietaria, “Le Ninfee”, che fa capo alla famiglia Fremura. Fabbricati che debbano sorgere distanziati e intervallati da aree a verde, parcheggi da farsi sulle coperture e non sotto terra come precedentemente previsto e che risulteranno invisibili perché coperti da balaustre. Si tratta di quella parte che, dall’attuale centro del Levante, guarda verso città. Forse si partirà in autunno o forse entro primavera. La cosa positiva che ha portato all’accelerazione è stata anche la mozione dello scorso luglio, votata all’unanimità in consiglio comunale e presentata da Buongiorno Livorno. Sindaco e giunta si sono impegnati a far richiesta a “Le Ninfee” di rivedere il progetto per cementificare quanto basta, fare opere di urbanizzazione e corrispondere gli oneri sui 10mila metri quadri come se si costruisse sui 24mila inizialmente previsti, mantenere gli alberi che già insistono e anche che le altezze degli edifici che verranno non risultino superiori a quelle delle strutture esistenti. Uno “skyline” senza scossoni. Tre o quattro corpi di fabbrica, con attività che non siano rigorosamente alimentari. Per intenderci, ok alla vendita di vestiti o scarpe, no a un luogo dove si fa la spesa per comprare carne, frutta, ortaggi, pane, acque e bibite. Il progetto, così come è ora, è considerato meno impattante.
Parla l’assessora
«Abbiamo proceduto e insistito per portare a termine quest’operazione, per migliorare un intervento ereditato e sciagurato. Ho voluto anche parlare con “Le Ninfee” per sincerarmi che non si sarebbe costruito tanto per fare, per edificare una cattedrale nel deserto, ma che comunque ciò che si costruisce sia anche da subito usato con operatori già pronti». Viviani apre così, per continuare subito dopo. «Non mi interessava sapere se viene Tizio o Caio, non ero curiosa si sapere i nomi dei vari marchi, volevo mi fosse garantito altro, che i costruiti non restassero vuoti. La risposta è stata rassicurante. Con trattative in corso che si dice abbiano un numero di pretendenti superiore alla disponibilità degli spazi. Con situazioni nuove per la città, ma anche con riposizionamenti di attività che in città sono già presenti». Un breve cenno anche all’edilizia residenziale, prevista in quel sito. «Fino all’approvazione del piano operativo, non possono partire. Sono due cose diverse e con tempi diversi; di certo e approvato, c’è solo la parte destinata a commerciale».
Parla la società
È Antonino Valenti, ingegnere e responsabile dei lavori a essere interpellato. Sulle trattative c’è riserbo e chi è interessato a occupare le aree commerciali desidera restare nell’ombra. «“Le Ninfee” vendono il terreno, chi compra sarà l’operatore che farà l’intervento – dice – gli utilizzatori delle strutture dipenderanno dall’operatore. Il nome? Non possiamo dirlo. Posso dire che siamo agli ultimi dettagli e che l’operazione è abbastanza matura, siamo prossimi a presentare il progetto in Comune. Quando? Forse verso fine anno, inizio gennaio, per poter partire con l’edificazione entro primavera».
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