Italia
Livorno, oltre 800 fulmini in due ore: possibile ciclone allunga l’allerta
Protezione civile al lavoro da due notti per monitorare tutti i punti sensibili. Corsi d’acqua sempre sotto controllo. Il cielo illuminato da 17mila scariche
LIVORNO. Un’allerta che è scattata nelle ore notturne fra domenica e lunedì che avrebbe dovuto concludersi alle 18 di ieri, ma che invece è andata prorogandosi di ora in ora seguendo lo sviluppo di certi schemi e di quel piccolo ciclone che Lorenzo Catania ci aveva segnalato in arrivo sin dall’ora di pranzo. La Protezione Civile non ha abbassato mai la guardia allertando anche gli uomini di tutte le associazioni di volontariato con una proiezione di impegno che poteva allungarsi fino alle 6 di questa mattina. Un monitoraggio minuto per minuto, inviando anche mezzi nei punti ritenuti più sensibili.
Pioggia e fulmini
I corsi d’acqua fino al calar del sole ieri, sono rimasti tranquilli; il Mareografo sulla città aveva dato un massimo di 9 millimetri di precipitazioni attorno alle 3,30 del mattino, orario in cui anche le precipitazioni cumulate erano 40 milimetri. E dal radar sull’Altopiano delle Pizzorne, quello che raccoglie dati su questa parte di Toscana, arrivava il dato sui fulmini che erano scatenati soprattutto di giorno: 807 lungo la costa dalle 7,23 alle 9,23 di ieri. Quasi sette al minuto. Molti di più rispetto a quelli che avevano illuminato a giorno le ore senza sole. Un numero totale certamente inferiore al reale. I coni d’ombra che a volte si generano, infatti non consentono alle strumentazioni di vedere tutto. Nulla a che vedere tuttavia con quel che accadde la maledetta notte dell’alluvione, quando i fulmini, compresi quelli scaricati in mare, furono circa 10 mila.
Il fenomeno temporalesco a manifestarsi di giorno e ieri verso le 14 è stato tutto più violento rispetto anche alle 9,30, con 13 millimetri caduti e poco più di 70 millimetri di precipitazioni cumulate. Il fenomeno ha più che altro spostato l’attenzione verso Quercianella con 15 millimetri di precipitazioni e 60 di cumulato. Nessuna criticità però.
Qualche problema in città
Il solito lago d’acqua a causa dei tombini invasi dalle foglie secche cadute dagli alberi, si è formato all’incrocio fra viale Alfieri e via Tripoli, davanti al nostro giornale e alla camera mortuaria. Intervento dei vigili del fuoco e il personale di Aamps. La Polizia Municipale e alcuni volontari della Misericordia di Antignano hanno dovuto fare qualche straordinario al sottopasso di via Mondolfi, per la “disostruizione” di caditoie che avevano creato un leggero allagamento sulla sede stradale; idrovore dei volontari della Misericordia di Livorno al lavoro invece ai Tre Ponti dove il tratto dall’ingresso di Largo Cristian Bartoli fino alla curva della Rotonda direzione centro risultava una piscina.
Il meteorologo
Lorenzo Catania, aveva fatto un breve video chiamandolo “La discoteca di ieri sera”, definendo così quell’illuminazione a giorno che in continuazione squarciava il buio della notte. Come luci stroboscopiche. «Questo era il momento in cui in coda all’ammasso temporalesco si era formata una supercella della quale ero riuscito pochi minuti prima ad intravedere una nube a muro ben sviluppata (poi affogata dalla pioggia) – ci raccontava –. La frequenza delle scariche è stata anche più alta, ma proprio attorno al momento della ripresa erano molto numerose le scariche al suolo nella stessa posizione; anche 10-12 al minuto».
Tanta luce, nella notte sopra il cielo di Livorno. «In quei 60-70 minuti si va dalle 15 alle 17mila scariche» dice Catania, che prosegue. «Attenzione, dire scariche non significa fulmini a terra; la scarica c’è anche dentro una nuvola. Diciamo, una media di 2/3 al secondo».
Che cosa è successo? Perché c’è stata questa violenza meteorologica? «Durante tutta l’estate il calore e l’umidità accumulati, sono notevoli. E questo crea carburante per i temporali, con lo scirocco che ha ammassato tutto fra Mar Ligure e Corsica. Quando è arrivata la perturbazione dalla Corsica verso la costa toscana, si è sollevato il cumulo nembo», spiega Catania.
Niente maxi grandine
E sul pericolo grandinate sul tipo di quelle viste al telegiornale, rassicura. «È un fenomeno più che altro padano. È la struttura del territorio che è differente. Lì, le super celle hanno tutto il tempo di strutturarsi e cominciare a ”lavorare”, mantenendo a lungo la rotazione. Le catene di montagne come le Alpi e l’Appennino Settentrionale impediscono ai venti più forti di arrivare su quelle zone. Da noi, appena c’è una depressione in arrivo, si alza vento forte. Che sia scirocco o libeccio, poco importa. Toglie possibilità a questi cumuli in crescita di svilupparsi ulteriormente. Ecco, probabilmente una super cella come quella arrivata su Livorno, fosse stata altrove, avrebbe potuto anche dar vita ad un fenomeno di grandine con chicchi belli grossi. Diciamo che per natura geografica, su questo fenomeno, siamo fortunati».
Stop caldo record
Catania, in mattina, vede un “cicloncino” a largo che potrebbe giungere con un po’ di fatica fino alle nostre porte ma ormai un po’ stanco per poter far danni e arrecare pericolo (ed è quello che non ha fatto poi cessare l’allerta alle 18). «Arriva col libeccio che è il vento che comincerà a far calare le temperature. Le prossime mattine, si andrà sui 20° e per un paio di giorni non si dovrebbe superare i 25. Poi, ci si attesterà sui 27/28 °, appena sopra la normalità del periodo. Il mare ha accumulato tanto calore e non è certo questa sola perturbazione a poterlo dissipare. Dovrà piovere ancora ma non penso in maniera troppo violenta. Vedremo altre precipitazioni intense, fino ad ottobre».
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