Msc, passo indietro su Tdt. Ecco il perché dello stop
Guerrieri (Autorità portuale): «Auspico che la procedura possa ripartire»
LIVORNO. Quando a inizio gennaio fu ufficializzata, la notizia fece il giro delle banchine italiane: Msc si compra il cento per cento di Tdt, il principale terminal contenitori del porto di Livorno. Ma oggi è con la stessa velocità, e non poteva essere altrimenti, che un’altra notizia fa il giro degli scali: il colosso di Gianluigi Aponte ha deciso di fare un passo indietro – o almeno di lato, si capirà meglio nelle prossime settimane – ritirando la notifica dell’operazione all’Antitrust.
Lo ha reso noto la stessa Autorità garante della concorrenza e del mercato quando nel suo bollettino settimanale ha scritto che «vista la comunicazione pervenuta da Csm Italia-Gate Spa il 30 giugno 2023, con la quale è stato comunicato il formale ritiro della notifica dell’operazione», l’autorità ha deciso di non doversi più esprimere sull’acquisizione.
Dal momento che l’acquisto del Terminal Darsena Toscana da parte di Msc (attraverso Til e la controllata Csm Italia-Gate Spa) era vincolato proprio al parere positivo dal garante, il passaggio è stato letto anche come un ritiro dall’acquisizione. Lo ha fatto per prima ieri l’Autorità portuale in una nota ufficiale. Ma non è dato al momento sapere, e non è possibile escluderlo, se Mediterranean Shipping Company, prima compagnia al mondo nel settore container, abbia intenzione di riprendere in mano l’operazione, magari a condizioni diverse, con il gruppo che ha in mano Tdt, ovvero Gip, che è dei fondi Infracapital e Infravia, con una quota all’imprenditore ligure Giulio Schenone.
Da qui la prudenza, mista certo a preoccupazione, che si respira nelle parole del presidente dell’Autorità portuale, Luciano Guerrieri: «Considerando proprio l’iter autorizzativo da fare, avevo prudentemente commentato in modo positivo la notizia dell’acquisizione di Tdt da parte di Msc. Altrettanto prudentemente, perché non conosciamo ancora le motivazioni della decisione, valuto con preoccupazione questo passaggio di Msc di ritirare la propria offerta di acquisto». «Auspico – sottolinea – che la decisione rappresenti solo una pausa di riflessione e che, dopo agosto, la procedura possa riprendere nell’ambito di un dialogo costruttivo tra acquirente e venditore e nel rispetto di un ruolo necessario ed equilibrato con gli enti regolatori. Sono convinto che il porto di Livorno rappresenti ancora una scelta strategica per gli operatori interessati allo sviluppo del settore contenitori e delle altre tipologie di traffico e che siano presenti condizioni attuali e future per lavorare e competere nel libero mercato».
Ma perché questo passo? Qui non si viaggia più nell’ufficialità. Uno degli ostacoli all’operazione potrebbero essere stati gli approfondimenti e quindi le “richieste” dell’Agcm. Sotto i riflettori i tanti terminal, in diversi porti soprattutto del Tirreno, in cui Msc è già presente in modo significativo, da Genova in giù. Non sono una novità, in questo senso, le rimostranze anche pubbliche del concorrente Grimaldi, che a inizio luglio aveva lanciato un appello al viceministro del governo di destra, Edoardo Rixi, per garantire «un’azione amministrativa corretta e trasparente volta a favorire la libera concorrenza». In quell’occasione, nel corso dell’evento organizzato a Manduria (Taranto), le questioni genovesi del Terminal San Giorgio e livornesi di Sdt (dove Tdt e Sintermar, quindi anche Grimaldi, convivono al 50 per cento), era stato il tema dominante nella relazione di Guido Grimaldi, presidente dell’associazione Alis. In un passaggio riportato da Shipping Italy si leggeva: «Anche a Livorno muoviamo un milione di passeggeri su 4 che arrivano dalla Sardegna, oltre a un terzo dei camion. Arriva un armatore, compra la banchina e mi vuole sfrattare. L’abuso di posizione dominante c’è già. Ricordo che la concorrenza fino ad oggi ha permesso di avere un prezzo fra Livorno e la Sardegna che è la metà rispetto a quello da Genova, dove non c’è concorrenza».
È probabile quindi che nella procedura dell’Antitrust si siano inserite le opposizioni dei competitor di Msc e che alla fine, per quanto riguarda Livorno, si sia guardato non solo al traffico merci, ma anche a quello passeggeri e rotabili. Msc oggi ha il 50 per cento di Lorenzini, con Tdt avrebbe acquisito anche il 50 per cento di Sdt, al netto della possibile influenza su Moby (e quindi Ltm e Porto 2000).
Sta di fatto che l’investimento di un operatore del calibro di Msc in Tdt (il cui terminal è in concessione a Gip fino al 2033) aveva fatto applaudire le istituzioni locali, soprattutto se letto nell’ottica di un futuro interessamento alla Darsena Europa, da costruire lì a due passi (e ora alle prese con le procedure ambientali). È presto per dire come andrà a finire in questo senso, dare qualcosa per scontato in un verso o nell’altro sarebbe un errore.
Intanto il sindaco Luca Salvetti commenta così: «Come eravamo molto contenti quando Msc ha annunciato l’acquisizione del terminal, siamo molto amareggiati ora. Il perché del passo indietro andrà analizzato: può essere legato ai traffici dei contenitori in calo nel Mediterraneo, alle richieste dell’Agcm o a equilibri tra gruppi diversi. Resta il fatto che non è in discussione l’appeal del nostro scalo, ancora di più con la Darsena Europa all’orizzonte: auspichiamo che Msc sia sempre interessata e valuti in prospettiva questa opportunità che la città propone».
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