Livorno, ecco la striscia di bitume ai 3 Ponti: «Ma metteremo granito rosa»
La progettista: «L’asfalto nero è solo la base del prossimo strato»
Livorno Il 15 aprile si presentava ufficialmente il cantiere che sarebbe partito. Il Tirreno del giorno successivo, spiegava il tipo di intervento di questo tratto complessivo di 1,3 km che, una volta completato, dai Tre Ponti arriverà fino alle porte di Antignano. Una parte della ciclovia Tirrenica, un tratto strategico di interesse europeo, perché si inserisce nel percorso che da Ventimiglia permetterà di arrivare fino a Roma. Il costo, di poco inferiore ai 600mila euro: 535.333 euro + Iva 10%, “chiavi in mano”.
Tutto definito sotto la stretta egida della Soprintendenza per chiari ed evidenti vincoli paesaggistici: la progettista, l’ingegnera Elga Pellegrini dell’ufficio infrastrutture per il traffico, mobilità e segnaletica, ebbe a dire che per la parte pedonale si sarebbe usato materiale simile al paesaggio del nostro lungomare. Si sarebbe messo a terra cioè quello che chiamano asfalto “natura”. Ottenuto selezionando l’aggregato giusto e che dia la sensazione visiva simile a quello che era presente sulla passeggiata. Un composto diverso dal precedente, per il quale furono usate resine sintetiche che col tempo si deteriorano, liberando il brecciolino. Per la parte ciclabile, invece fu dato l’ok all’asfalto resinato, come quello in via Galilei. Colori leggermente diversi, in quella striscia, per rendere le due zone (pedonale e ciclabile) facilmente riconoscibili. Tempo di lavorazione previsto, 210 giorni salvo che il gran caldo di questo periodo non consigli di allentare la morsa sugli operai, slittando alla fine di qualche giorno.
Ma a che punto siamo? E, soprattutto, per quel che ogni cittadino può vedere in questi giorni passando da quelle parti, siamo in linea con quanto detto all’epoca?
A muovere curiosità, c’ha pensato intanto Buongiorno Livorno con un post sui social.
La polemica di BL
“Asfalto nero bollente”: il titolo ha il facile richiamo a una vecchia canzone della Mannoia. Si parla di «passeggiata brutalmente asfaltata, simbolo di come questa Giunta intende sviluppare la città e spendere male soldi pubblici. L’asfalto nero aumenterà ulteriormente la temperatura e diminuirà la capacità di drenare le acque piovane. Il contrario di quello che sarebbe necessario. Esistono oggi prodotti drenanti, calcestruzzi con texture chiare proprio per evitare aumenti di temperatura al suolo, addirittura piste autoilluminanti, per il risparmio energetico». Nessun veto alle ciclabili ma «contrari a progettazioni e realizzazioni impattanti per l’ambiente a chi ne consente una progettazione assurda e una realizzazione impattante per l’ambiente, nonostante esistano soluzioni tecniche migliori», dice BL. E in effetti vedere ora la striscia di ciclabile e camminamento pedonale è come prendere un pugno in un occhio: una striscia nera di bitume che a occhio inesperto sembra definitiva.
Parla l’ingegnera
Alla progettista abbiamo dunque chiesto di rispondere tecnicamente. Perché la gente, adesso, vede un lingua d’asfalto nera e anche quelle figurine gialle che raffigurano il pedone, già pitturate. Il pensiero comune è che sia un pezzo già pronto all’uso e certo non in linea alle dichiarazioni di tre mesi fa. «Le righe gialle sono tipiche di un cantiere, dove tutto è provvisorio – risponde Pellegrini –; quando la segnaletica diventa definitiva è dipinta di colore bianco. C’è solo da vedere se in questo periodo, visto che il resto si può fare rapidamente, viene decisa una apertura temporanea permettendo ai livornesi di cominciare a prenderci confidenza. Oppure, se tirare a diritto fino ad ultimazione lavori».
Si va diretti al punto, chiedendo lumi sulla pavimentazione di una striscia le cui dimensioni - ricorda Pellegrini - sono a norma sia per il percorso a piedi che di quello su due ruote. C’è la parte pedonale, larga 1,5 metri che sarà la più prossima agli stalli auto evitando magari che chi sopraggiunge in sella al proprio mezzo urti contro chi apre la portiera dell’auto, e quella ciclabile di 2,5 metri che sarà quella più vicina alle aiuole. «Abbiamo cercato di fare una pavimentazione che si sposasse il più possibile con la passeggiata a mare e tutto è stato fatto su disposizione paesaggistica della Soprintendenza. Il progetto è stato approvato da questo ente che certo non fa sconti. Dando indicazioni che vanno dal materiale della pista per finire ai pali di illuminazione e il loro colore».
Ecco i dettagli. «Essendo un tratto della ciclovia Tirrenica, quel che si usa a Livorno, si usa a Pisa, Rosignano e Cecina. Asfalto resinato concordato con la Regione che eroga il finanziamento. Il colore, lo ha deciso invece la Soprintendenza. Il materiale ha caratteristiche perfette anche in termini di aderenza e si distingue dal pedonale che sarà in conglomerato “natura”, simile di tonalità alla ciclabile ammalorata. Sassolini in granito rosa che non si sfalderanno mescolati con la resina sintetica come il vecchio. Il manto nero che c’è ora, sostituisce quello che c’era sotto prima. Sopra, sarà steso il bitume albino, un legante resistente che in poco tempo dalla posa, diventa trasparente esaltando appunto il colore rosa».
Infine, l’aggiunta. «Ho letto di piste autoilluminanti per il risparmio energetico. Penso che certe cose non andrebbero sostenute. In quel tratto non si possono realizzare per vincolo paesaggistico». l
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