Italia
«Bandiere, arte e strisce colorate». Ecco la via Garibaldi arcobaleno
Trasformarla in strada dell’inclusione e abbattere il degrado: il progetto va avanti. Romano: «Saracinesche dei negozi rainbow, eventi con Haus of Sitrì e Mama Mia»
LIVORNO. «Abbiamo cambiato l’hashtag relativo al nome della strada in #garibaldirainbowstreet, ma non il progetto, che anzi è più inclusivo rispetto a come lo si era pensato all’inizio». A fare gli aggornamenti sul progetto di via Garibaldi arcobaleno è Simone Romano, direttore artistico della manifestazione che si terrà in via Garibaldi il 28, 29 e 30 luglio, nonché portavoce del neo Collettivo di artigiani e commercianti “Garibaldi Passion Street”. «Il progetto di Garibaldi Gay Street era legato soltanto alla libertà sessuale. E confrontandoci tra di noi ci siamo resi conto che fosse un nome non abbastanza inclusivo».
E così color arcobaleno saranno anche le bandiere che sventoleranno durante la manifestazione che fa parte di Effetto Garibaldi.
Ma non saranno le classiche bandiere rainbow, né tantomeno quelle inclusive che si notano ai Pride. «Le bandiere della manifestazione saranno declinate in salsa livornese, con 13 colori che rappresentano l’eterogeneità del gruppo di commercianti che ha organizzato la 3 giorni, oltre che la livornesità della festa», spiega ancora Romano. «Non a caso, il primo colore che è descritto nella nota di spiegazione della bandiera è l’amaranto, cuore labronico».
Oltre a promuovere l’inclusività nella zona Garibaldi, rendendola uno spazio sicuro per tutti e tutte, la manifestazione del prossimo fine settimana ha anche un altro scopo: ridare una speranza e una riqualificazione alla via Garibaldi. E combattere il degrado che ancora molti livornesi percepiscono quando trafficano questa via ottocentesca. «Non si può nascondere che in via Garibaldi vi siano diversi problemi», aggiunge l’assessore al Commercio Rocco Garufo.
«Va migliorato il decoro pubblico. I problemi che i commercianti pongono sono più illuminazione e pulizia nella zona». Con il Comune i commercianti garibaldini hanno lavorato bene, come garantisce Romano: «Dopo una iniziale freddezza, il Comune ci è venuto incontro, e le nostre istanze sono state accolte. I nostri negozi non saranno tappati da bancarelle, inizialmente previste, saremo ben visibili. Ci è stata data l’opportunità di integrare lo spettacolo che ci sarà ogni sera: in mezzo alla via ci saranno anche delle esibizioni dei cantanti della Wos Academy. Concretamente è stata la Fondazione Lem a impostare la direzione artistica. Spero che dalla prossima edizione si possa fare direttamente noi, collaborando anche con altre realtà rainbow, come Haus of Sitrì (marchio delle feste organizzate da Arcigay Livorno, ndr) e il Mama Mia». Organizzata l’edizione zero, si pensa già al futuro. «L’iniziativa si ripeterà se i commercianti troveranno una forma di organizzazione più solida con cui interagire con l’amministrazione, magari diventando un’associazione. Noi siamo disponibili a dare una mano», precisa Garufo.
Romano che in quella strada vive e lavora con la moglie Elena Bertone alla guida di Madame Black Tattoo & Simonlebon Tattoo supply, spera che dal prossimo anno «la nostra manifestazione possa essere scollegata da Effetto Garibaldi, per fare qualcosa di più piccolo e di solo nostro».
Il portavoce pensa alla via Garibaldi del futuro. «Vogliamo personalizzare graficamente la via con la street art. Stiamo chiedendo al Comune di creare un bando ad hoc per progettare e realizzare graffiti nella via, con l’idea di rendere la via inclusiva per tutti, che mandi un messaggio chiaro. Ci piacerebbero strisce pedonali colorate e saracinesche rainbow».
Chiude l’assessore Garufo: «Per fare questo si potrebbero includere realtà che già operano sul territorio, come MuraLi e Uovo alla Pop, per valorizzare turisticamente la zona».
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