Italia
Livorno, maxi ingorgo blocca mezza città. Salvetti: «Le rotatorie? Una castroneria»
Il cantiere Enel lungo gli scali crea l’ennesimo imbuto che paralizza il lungomare. Ipotesi ritorno ai semafori «ma senza rischiare di dover restituire i fondi europei»
LIVORNO. Un bell’ingorgo per cominciare la settimana. L’ennesimo. È il conto col quale hanno avuto a che fare i livornesi ieri mattina per almeno un paio d’ore e mezzo, fino a quando, verso le 11, il cantiere non si è chiuso, gli operai hanno salutato e, piano piano, la situazione si è andata normalizzando. Per poco, però. Perché prossimi al mezzogiorno, si può accertare che chi passa sugli scali in macchina venendo dal ponte di Santa Trinita verso il viale Italia, o dal lungomare verso il centro, procede a passo di lumaca e l’abitacolo diventa una pentola a pressione, dentro la quale il livornese verace esibisce il peggio di sé con libere espressioni vernacolari. Idem accade per la fascia oraria compresa fra le 18 e le 19. Un classico, da quando esistono le rotatorie della discordia lungo gli scali Cialdini e Novi Lena.
I lavori
Lavori urgenti di Enel, da venerdì sera a ieri, hanno reso necessario un celere allestimento del cantiere. Risultavano infatti malfunzionamenti in due aree: quella ai Quattro Mori e quella all’imbocco del varco della Venezia, dalla parte del porto. Malfunzionamenti che, se trascurati, avrebbero potuto far saltare l’erogazione di corrente elettrica in due-tre quartieri. Enel aveva informato il Comune della necessità di intervento e, contrariamente al maggio scorso, a questo giro c’è stato il coordinamento di rito. Nell’occasione precedente, all’altezza della rotonda di piazza Giovine Italia, per un disguido nelle comunicazioni fra enti, ci fu un imbottigliamento da guinness dei primati. Questa volta il problema si è verificato o nel finesettimana, quando in alcune fasce orarie c’è meno traffico, guadagnando tempo sugli eventuali disagi. Le operazioni sono state poi eseguite tenendo conto delle esigenze dei residenti, utilizzando i macchinari che fanno più frastuono non di notte.
Le parole del sindaco
Ma basta sempre poco e gli scali diventano il regno delle code. Il Comune ha intenzione di metterci mano, o no? «Partiamo dall’assunto che infallibili nel mondo terreno non ne esistono. E diciamo pure che non esiste sindaco che prende decisioni se non dopo essere convinto fino alla morte di agire nell’interesse della collettività. Però...». Luca Salvetti in prima battuta risponde così, per arrivare a dire che «le rotatorie sul tratto che va dai Quattro Mori fino al Cantiere, piccole e percorse anche dagli autobus, sono la più grossa castroneria che la mobilità livornese abbia conosciuto negli ultimi 30 anni».
Un j’accuse che sembra una bomba bella e buona scagliata sul mondo 5 Stelle ma che, come vedremo, non è così proprio del tutto.
«Toglierle è meglio»
Le rotatorie furono realizzate con finanziamenti europei. «Qui i primi lavori – riprende Salvetti – sono del 2015, epoca Nogarin. Personalmente sono per togliere tutto e andare su una alternativa. Che poi, sarebbe un ritorno al passato: i semafori». Perché non lo ha fatto prima, visto che sta per entrare nel quinto anno di amministrazione? «Ma per fare questo, prima devo essere sicuro che questi finanziamenti ottenuti per fare questa roba qui, il Comune non debba restituirli. Spero il prima possibile di capire se passati i cinque anni, si può legittimamente rimuovere una cosa che porta più danno del beneficio».
Intanto, siccome già un anno fa il sindaco aveva detto che avrebbe spostato la fermata dei bus lungo via D’Alesio, ma ancora è tutto uguale, a domanda risponde: «Entro una settimana si sposta tutto in avanti di 150 metri. Scontentando magari anziani di Borgo e studenti del Nautico, che dovranno fare più strada per arrivare a destinazione. Il semaforo è già stato settato per offrire una tempistica inferiore e un flusso più scorrevole. Un paio di semafori provvisori potrebbero aiutarci a studiare un rimedio. Ma ho molti dubbi. Il nocciolo della questione sono rotatorie con un raggio che se ci entra un bus blocca tutto».
Le origini
Si era a metà ottobre del 2015, la giunta Cinque Stelle aveva come assessore al traffico Giovanni Gordiani. Che, dopo l’inaugurazione della rotatoria in piazza Micheli, dichiarò: «È vero che il progetto era nato sotto la vecchia amministrazione, ma era fermo. Siamo stati noi a tirarlo fuori dal cassetto: l’accelerazione per realizzarlo è stata data dai miei uffici e da quelli dell’assessore Aurigi». Si, vero, tutto nacque in epoca Cosimi bis, e con assessore di riferimento Maurizio Bettini. Il progetto fu poi rivisto e riguardò la pista ciclabile, prevista in origine più stretta rispetto a quella effettivamente realizzata.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
