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Il ricordo

Simone, Jacopo e “Fiore”, tre lutti in nove anni. Ecco i ragazzi infiniti della Pro Livorno Sorgenti

di Alessandro Lazzerini
Simone, Jacopo e “Fiore”, tre lutti in nove anni. Ecco i ragazzi infiniti della Pro Livorno Sorgenti

Prima della morte di Anwar Megbli altre tragedie negli ultimi nove anni hanno segnato squadra e società

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LIVORNO. Il cuore non era pronto. Non è mai pronto. Ma quello della Pro Livorno Sorgenti, delle persone che ne fanno parte e la vivono quotidianamente, aveva già subìto troppi dolori, impossibili da sopportare. Perché la scomparsa di Anwar Megbli, deceduto a soli 18 anni in un tragico incidente stradale, è l’ultimo dolore di una straziante serie. Prima di questo ci sono stati i lutti mai superati di Simone Brilli, Jacopo Pieri e Nicola Fiorenzani. Tutti e tre vestivano la maglia della Pls, mentre Anwar giocava nel Livorno, ma la juniores amaranto era una costola della Pls che aveva solo cambiato colore della maglia. E così i messaggi che domenica mattina informavano sulle condizioni disperate del giovanissimo classe 2005 hanno riaperto ferite che non si erano mai rimarginate. Quattro giovani, quattro giocatori, quattro amici, quattro figli. Quattro vite spezzate mentre in motorino tornavano a casa o raggiungevano i loro compagni. Non c’è mai un tempo giusto per lasciare questo mondo, ma quello dei vent’anni, fatto di sogni e di ambizioni, di una vita ancora tutta da vivere, non è neanche concepibile come pensiero. E alla notizia che arriva, pesante come un macigno, il nodo alla gola e il vuoto allo stomaco sono una conseguenza immediata. Una pugnalata dritta al cuore di una Livorno che da anni porta avanti il ricordo, commosso e appassionato, di questi ragazzi, angeli di una squadra, di una generazione, di una città.

Proprio ieri sera, al Nuovo Centro Coteto, in via Campania, sono andati in scena i quarti di finale dell’ottavo Memorial Brilli. Ormai un’istituzione nel ricordo di Simone, terzino tutto cuore che nel 2014, all’età di 17 anni, ebbe un incidente terribile sul cavalcavia di via Levante. A due passi da quei campi dove i suoi amici ricordano ogni anno il loro “guerriero”.

Babbo Elio, tra l’altro, è il dirigente e una delle anime della juniores dove fino a pochi giorni fa ha giocato Anwar. La sua ferita è ancora più grande perché a quei bimbi regala attenzione, passione, rispetto, amore, come fossero figli suoi. Un rapporto reciproco vista la stima e l’affetto che gli riversano ogni anno i suoi ragazzi. Tra questi c’era anche Nicola Fiorenzani. Attaccante esterno, “cavallo pazzo” che si fiondava su ogni pallone in area di rigore con l’obiettivo di scuotere la rete. A settembre 2019, a 21 anni, sulla Fi-Pi-Li, la tragica fine del suo sogno. Alle Sorgenti, quartiere dove è nato e cresciuto, le scritte “ciao Fiore” sono impossibili da contare. Il suo sorriso contagioso è nelle foto degli amici, di quelli che al “Flower” volevano bene. Lo ricordano ogni anno con una partita amichevole e il miglior marcatore del Memorial Brilli è dedicato proprio a lui. In questi tornei estivi che portano centinaia di persone a ritrovarsi intorno ai campi di calcetto ci sono anche gli amici di Jacopo Pieri, scomparso nel marzo 2017, a 17 anni, travolto da un’auto pirata in via Sicilia. “Blancos per Pino”. Hanno deciso di chiamare così la squadra per far sì che il nome del loro amico resti indelebile nel tempo. Tanti giocano con una maglietta commemorativa in suo ricordo, hanno affisso gli striscioni a Coteto di qualche settimana fa e sostengono mamma Ombretta e babbo Andrea in quella disperata richiesta di giustizia a cui si unisce una città intera. La stessa città che in queste ore piange la scomparsa di Anwar. Bimbo innamorato del pallone che adesso gioca in una squadra che vive di ricordi.
 

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