Quando Don Bosco sbarcò in città: i 125 anni dei Salesiani a Livorno - Il programma
Due giorni di festa col Rettore della Congregazione don Angel Aritme: sabato 27 maggio alle 16.30 la cerimonia di accoglienza poi a seguire l’incontro con la cittadinanza e le autorità
LIVORNO. Potevano pur essere comuniste la famiglie di quartieri popolari di Colline e Stazione ma i bimbi li hanno sempre mandati all’Oratorio dei Salesiani in Viale del Risorgimento per apprendere quei buoni principi universali trasversali a idee e religioni. Sono passati 125 anni da questa presenza in città e i Salesiani hanno intenzione di festeggiare l’evento alla presenza del numero uno mondiale della congregazione, quel Rettore Maggiore Angel Fernandez Artime che è il decimo capo dei Salesiani dopo Don Giovanni Bosco, fondatore dell’ordine.
Come sarà festeggiato l’evento? Ce lo illustra don Simone Calvano da Porto Recanati, parroco dei salesiani, dopo aver trascorso un periodo di noviziato in Sardegna e poi in Abruzzo. «Lo festeggeremo ricalcando un evento poco conosciuto – racconta –: don Bosco, all’inizio della sua opera, si trovò in viaggio per l’Italia per diffondere il suo pensiero e la sua attività dal Nord al Sud del paese. Imbarcatosi a Civitavecchia e quindi in viaggio su un bastimento per Genova volle fare tappa a Livorno per incontrare un benefattore locale disposto a intraprendere la misericordiosa attività a favore dei ragazzi più sfortunati. Ebbene ricorderemo quel giorno organizzando una festa in Fortezza Vecchia dove accoglieremo il Rettore, che faremo imbarcare su un natante sugli Scali del Pontino per farlo sbarcare appunto in Fortezza, con canti, danze e comunque momenti di festa a cura dei ragazzi del nostro oratorio».
Il programma
Il grande giorno sarà domani. Alle 16.30 la cerimonia di accoglienza poi a seguire l’incontro con la cittadinanza e le autorità, dal sindaco al vescovo e tutte le altre, per poi, dopo la cena, al “mitico” cinema dei Salesiani l’incontro dal titolo “125 e... una notte”.
Il giorno dopo, domenica 28 alle ore 11, il rettore celebrerà la Santa Messa ovviamente nella chiesa dei Salesiani, alle 13 è previsto il pranzo comunitario, alle ore 15 un festival musicale nell’oratorio stesso con infine i saluti per don Angel previsti intorno alle 16.30.
L’oratorio ieri e oggi
Come è cambiato l’oratorio dagli anni passati ad oggi? Intanto ha ceduto una parte importante del suo imponente immobile sul viale de Risorgimento alla Rsa “I Girasoli”.
«Non abbiamo più come un tempo il convitto per i ragazzi che provenivano da fuori Livorno al fine di studiare in città – risponde don Simone Calvano – ma per il resto le nostre attività sono rimaste le stesse: azioni dirette al mondo giovanile con un occhio di riguardo per quei ragazzi che si portano dietro determinati problemi socio-familiari».
I ragazzi vengono assegnati da parte dei servizi sociali delle varie amministrazioni pubbliche. «E con loro svolgiamo il lavoro di accoglienza e di ascolto che è la “ragione sociale” del pensiero di Don Bosco dall’inizio della sua esperienza torinese. Con noi ci sono pure molti ragazzi di famiglie rom».
Molti non sanno che l’istituto dei Salesiani a Livorno non è sempre stato in viale del Risorgimento. «Si trasferì qui negli anni venti. Prima era collocato nella stessa struttura dove c’è ora la Diocesi (Via del Seminario)».
I ragazzi vengono da tutta al città. «Ma c’è da precisare che la partecipazione è sia al maschile che al femminile mentre una volta l’attività era riservata ai maschi. E non solo ragazzi. Alle nostre attività partecipano pure adulti». In tutto sono circa 300 i frequentatori.
I ricordi
Usciamo nel cortile e il campo di calcio è sempre lì con le sue porte senza reti e con il terreno in cemento che se cadevi rischiavi grosso. Chiudi gli occhi e ti sembra di rivedere don Dagna e don Pintarelli con i loro tonaconi svolazzanti in mezzo al campo che facevano da arbitri. Ma la due giorni del 27 e 28 maggio avrà anche un suo tema di fondo e Don Simone ce lo spiega. «Il tema sarà la felicità. In questi anni – ci spiega – abbiamo a lungo parlato coi giovani, con tutti i nostri giovani, sia quelli dei quartieri, sia quelli che ci hanno assegnato per i vari motivi di cui sopra. Da questi colloqui abbiamo redatto dei pensieri che porremo in discussione e che poi consegneremo ad Angel, tant’è che l’iniziativa ha anche un nome ufficiale “Felici nel tempo e nell’eternità…».
Don Simone possiamo dire che il 27 e il 28 maggio Livorno grazie ai Salesiani sarà, o almeno proverà ad essere, la capitale della felicità? «Direi proprio di sì. Possiamo dirlo e soprattutto sperarci». l
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