Il Tirreno

Livorno

Dramma in Bandintella

Livorno, infarto al bingo. Il soccorritore: «Quando il battito è ripreso mi sono sentito sollevato»

di Stefano Taglione
Alcuni dei volontari della Svs fuori dalla sede centrale di via San Giovanni (foto d’archivio)
◗
Alcuni dei volontari della Svs fuori dalla sede centrale di via San Giovanni (foto d’archivio)

Andrea Antraciti, l’autista dell’ambulanza della Svs di Ardenza che ha contribuito in modo decisivo a salvare la donna finita in arresto cardiaco

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO.  «Quando la signora ha ripreso il battito cardiaco mi sono sentito sollevato. A Marilia siamo arrivati in pochissimi minuti, credo quattro, perché al momento della chiamata del 118 eravamo già sull’ambulanza per mettere a posto alcune cose. Quindi, io che guidavo, sono dovuto semplicemente passare dalla parte posteriore a quella anteriore del mezzo di emergenza, e insieme agli altri ragazzi sono partito verso via Puini».

A parlare è Andrea Antraciti, l’autista dell’ambulanza della Svs di Ardenza che ha contribuito in modo decisivo a salvare la livornese Sonia Simoncelli, l’addetta delle pulizie in pensione che l’altra notte è finita in arresto cardiaco mentre stava giocando a bingo insieme ad altre persone nel centro commerciale di Banditella. È stato il soccorritore livornese di secondo livello, insieme alla sua squadra, ad arrivare per primo nella sala scommesse proseguendo il massaggio cardiaco iniziato dal marito della sessantaseienne e avviando le scariche di defibrillatore che poi, dopo le prime cure della dottoressa del 118, hanno contribuito in maniera fondamentale a rianimare la donna delle pulizie in pensione, che abita nel rione di Shangai e dopo essere stata assistita dai medici dell’unità di terapia intensiva cardiologica di viale Alfieri è ricoverata in prognosi riservata nel reparto di rianimazione.

Antraciti, siete riusciti a rianimare una donna in arresto cardiaco. Uno degli aspetti cruciali che ha giocato a vostro favore è stata senz’altro la velocità con la quale siete arrivati a Marilia.

«Esatto. Credo che la chiamata al 112, dal momento in cui la donna è andata in arresto cardiaco, da parte dei presenti sia stata rapidissima. Noi, in ogni caso, dalla telefonata all’arrivo al centro commerciale abbiamo impiegato al massimo quattro minuti. Eravamo già a bordo, stavamo sistemando alcune cose, quindi dalla nostra sede sud di via Ricci abbiamo di fatto azzerato i tempi di attivazione».

Quando siete arrivati nella sala bingo che situazione avete trovato?

«Abbiamo parcheggiato fuori, dove c’erano diverse persone che ci aspettavano, indicandoci la strada da fare per raggiungere l’interno della sala scommesse. Ci hanno subito detto che la donna era in arresto cardiaco, aiutandoci moltissimo perché l’indicazione fornita al 112 non era stata chiarissima. Abbiamo quindi immediatamente preso il defibrillatore e, una volta dentro, per fortuna erano già state avviate le manovre rianimatorie».

Avete quindi utilizzato il vostro defibrillatore? Là non c’era?

«Non so se lì non ci fosse stato, sicuramente non è stato utilizzato, perché noi ci siamo serviti del nostro in dotazione. Abbiamo proseguito il massaggio cardiaco e poi iniziato le scariche con il defibrillatore automatico».

Siete riusciti a rianimarla subito?

«Quasi subito, dato è immediatamente sopraggiunto anche il medico sull’ambulanza della Misericordia. Dopo il suo intervento, e la somministrazione dei farmaci, la donna ha ripreso il battito cardiaco e anche un respiro autonomo. Intervenire in queste situazioni non è facile, perché sono le più difficili. Sei in un ambiente pubblico, non è facile, sei sotto pressione: ma abbiamo fatto semplicemente ciò che dovevamo fare e le cose sono andate, appunto, come dovevano andare».

Quanto è importante il defibrillatore in questi casi?

«È fondamentale, si tratta di uno strumento che dovrebbe essere installato in ogni luogo e con persone in grado di utilizzarlo. Di fatto è molto semplice servirsene, visto che dopo averlo collegato alla persona ti fornisce ti dice con precisione che cosa devi fare, se proseguire il massaggio cardiaco o inviare le scariche ad esempio. È, appunto, automatico: ti guida lui».

È importante che ci sia ed è importante utilizzarlo immediatamente.

«Certo, perché è uno strumento che “legge” l’attività cardiaca del paziente e si comporta di conseguenza, decidendo se inviare la scarica o meno. L’importante è per l’appunto intervenire subito perché, in caso di arresto cardiaco, le probabilità di salvezza dopo pochi secondi sono molto alte. È uno strumento che funziona».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani