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Livorno

La testimonianza

Livorno, travolta sulle strisce dal pirata. L’appello di Paola: «Fermatevi, soccorrere è un dovere»

Due agenti della polizia municipale di Livorno (Foto d’archivio)
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Due agenti della polizia municipale di Livorno (Foto d’archivio)

L’incidente è avvenuto il 9 dicembre scorso. Ora rivolge al conducente del motorino: «È il momento di presentarmi e racocntare la mia storia»

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LIVORNO. «Ormai sono passati cinque mesi dal 9 dicembre scorso, da quando ci siamo incrociati, anzi scontrati: io attraverso in via Cambini angolo via Marradi sulle strisce e lei mi travolge con lo scooter». A raccontare questa storia (la sua) è Paola Chiellini, che qualche tempo fa è stata investita mentre attraversava la strada e adesso si rivolge al suo investitore. «Ho pensato – dice Chiellini – che adesso fosse arrivato il momento di presentarmi, visto che non me ne ha dato la possibilità sul momento (eppure inizialmente si era anche fermato) e io non ero proprio pronta visto l'esito dello scontro: frattura bilaterale dei polsi. Non nutro sentimenti negativi per il fatto in sé: non credo nessuno voglia deliberatamente investire qualcuno (a meno che non sia premeditato) e la parola “incidente” rende bene il senso dell'accaduto. Era buio e pioveva. Non dovrebbe ma può capitare. Anche a me è capitato trent'anni fa. Ho investito una signora sulle strisce pedonali. Anch'io, come lei, andavo piano. Si ruppe una gamba. Quella volta non avevo dubbi su quello che dovevo ed era giusto fare. E sono stata tanto male. La mia vita è stata molto piena in questi mesi. L'inattività totale e questo lungo recupero. Lei non ha avuto mani moltiplicate di marito, figli, Isabella, Corrado, Stefania, Chiara, Barbara. Vorrei scrivere tutti i nomi di chi ci ha dato una mano ma servirebbe una colonna solo per quello. Grata per avere così tanto amore! Certo, ho dovuto sostenere delle spese, questo lo immaginerà. Un'ultima cosa per chi legge: se vi fermate per soccorrere qualcuno siate sicuri di portare fino in fondo la vostra azione, altrimenti chiamate qualcun altro che lo possa fare. A chi si è fermata inizialmente vedendo l'incidente e mostrandosi molto premurosa: sarebbe un aiuto importante solo sapere che c'era un'altra persona presente, nient'altro».

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