Sorpresi mentre smontano i motorini: due livornesi arrestati per riciclaggio
Livorno: un quarantatreenne e un quarantunenne ai domiciliari in attesa dell'udienza di convalida che si terrà il 19 maggio in tribunale
LIVORNO. Sono stati sorpresi dalla polizia mentre stavano smontando uno scooter in un campo. Un motorino funzionante e rubato, secondo una prima ricostruzione degli agenti della questura, sul quale avrebbero però apposto la targa di un altro mezzo, non risultata denunciata. È per questo che la Squadra mobile, il 17 maggio, ha arrestato per il reato di riciclaggio (più grave del furto e della semplice ricettazione) due livornesi: sono il quarantatreenne Riccardo Ricci e il quarantunenne Federico Semeria, difesi di fiducia dagli avvocati Barbara Luceri e Luciano Picchi.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti quel mezzo, con la targa di circolazione che sarebbe stata contraffatta, sarebbe stato pronto per essere reintrodotto (camuffato) sul mercato. I due, su disposizione della pubblico ministero di turno Ezia Mancusi, si trovano ora agli arresti domiciliari in regime di custodia cautelare in attesa dell’udienza di convalida, che si terrà stamani a palazzo di giustizia davanti al gip Marco Sacquegna.
Il reato in questione, secondo il codice penale, punisce «chiunque sostituisca o trasferisca denaro, beni o altre utilità provenienti da un delitto o compia in relazione a essi altre operazioni in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa» con la reclusione da «quattro a 12 anni e con la multa da 5.000 a 25.000 euro», anche se «la pena è diminuita se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena di reclusione inferiore nel massimo a cinque anni». l
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