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Livorno

L'operazione

Sorpresi mentre smontano i motorini: due livornesi arrestati per riciclaggio

Stefano Taglione
Uno scooter smontato (foto d'archivio)
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Uno scooter smontato (foto d'archivio)

Livorno: un quarantatreenne e un quarantunenne ai domiciliari in attesa dell'udienza di convalida che si terrà il 19 maggio in tribunale

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LIVORNO. Sono stati sorpresi dalla polizia mentre stavano smontando uno scooter in un campo. Un motorino funzionante e rubato, secondo una prima ricostruzione degli agenti della questura, sul quale avrebbero però apposto la targa di un altro mezzo, non risultata denunciata. È per questo che la Squadra mobile, il 17 maggio, ha arrestato per il reato di riciclaggio (più grave del furto e della semplice ricettazione) due livornesi: sono il quarantatreenne Riccardo Ricci e il quarantunenne Federico Semeria, difesi di fiducia dagli avvocati Barbara Luceri e Luciano Picchi.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti quel mezzo, con la targa di circolazione che sarebbe stata contraffatta, sarebbe stato pronto per essere reintrodotto (camuffato) sul mercato. I due, su disposizione della pubblico ministero di turno Ezia Mancusi, si trovano ora agli arresti domiciliari in regime di custodia cautelare in attesa dell’udienza di convalida, che si terrà stamani a palazzo di giustizia davanti al gip Marco Sacquegna.

Il reato in questione, secondo il codice penale, punisce «chiunque sostituisca o trasferisca denaro, beni o altre utilità provenienti da un delitto o compia in relazione a essi altre operazioni in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa» con la reclusione da «quattro a 12 anni e con la multa da 5.000 a 25.000 euro», anche se «la pena è diminuita se il denaro, i beni o le altre utilità provengono da delitto per il quale è stabilita la pena di reclusione inferiore nel massimo a cinque anni». l
 

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