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Scopaia, ecco le modifiche al progetto della palestra

di Juna Goti
Scopaia, ecco le modifiche al progetto della palestra

Stessa area, ma altra posizione e un parco: le richieste del Pd

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LIVORNO. Difficile dire il contrario: a un anno dalle elezioni, la realizzazione della palestra alla Scopaia, con 3,5 milioni in arrivo dal Pnrr, per la maggioranza che governa la città si è trasformata in un fronte aperto. Non è un impianto industriale o qualcosa del genere, è appunto una palestra, un luogo dove si fa sport: ma il comitato “No Cubone” ha comunque raccolto 700 firme chiedendo di cambiare area in nome del no cemento. E l’ultima reazione del sindaco in consiglio comunale contro uno dei manifestanti ci ha messo il carico da novanta.

Così ecco che il Pd (primi firmatari Eleonora Agostinelli e Angelo Di Cristo) presenta un atto che sarà discusso nel prossimo consiglio e che punta a fare delle modifiche al progetto. Quali? Diciamo subito che l’area prevista per l’impianto non cambia. La premessa è infatti che «il quartiere di edilizia sociale della Scopaia è pressoché privo di infrastrutture sportive, con l’eccezione di un campo da calcio comunale» e questo perché «è stata completata solo la parte residenziale ed è mancata completamente l’esecuzione dei relativi servizi e spazi pubblici». Il no alle aree alternative proposte dal comitato viene ribadito citando gli incontri che ci sono già stati con Luca Salvetti e con l’assessora Silvia Viviani: nel caso dei terreni ex Canaccini «interessano proprietà private e quindi da espropriare con relativi tempi e procedure che non risultano compatibili» con il Pnrr; nel caso delle ex serre Labrogarden, in via del Crocino, «sono soggette a interventi di pulizia e rimozione di macerie che richiedono tempi più lunghi», poi per l’amministrazione devono essere «occasione per desigillare suoli e portare il verde in un ambito che ne è carente» e, soprattutto, «sono lontane dal quartiere sia per collocazione funzionale e fisica sia per percezione».

Quello che il partito di maggioranza chiede a sindaco e assessori è semmai di muoversi e impegnarsi su tre fronti.

Il primo: progettare un grande parco «per tutti» esteso a «tutta proprietà comunale» intorno alla futura palestra, con «attrezzature per le pratiche dello svago, del relax, del divertimento di grandi e piccini, per la socialità e per lo sport diffuso». Viene infatti ricordato che la superficie coperta prevista è di 1.683 metri quadri, in un lotto di almeno 8.410. Una mossa, questa, che sembra anche tesa a garantire che in futuro lì non saranno costruiti altri edifici.

Quindi il secondo punto: rivedere il posizionamento della palestra spostandola di un po’ di metri rispetto a via San Marino. C’è scritto così nella mozione: «traslare l’edificio per le pratiche sportive all’indietro rispetto a via San Marino, più verso via di Collinaia, spostando ai lati le attrezzature all’aperto previste sul retro del fabbricato» e creando così «un ampio fronte su via San Marino dedicato al verde e sistemato a giardino per tutti».

Infine viene proposto di aumentare il numero di spazi per la sosta, ma realizzando «parcheggi verdi», con pavimentazione drenante, anche lungo via di Collinaia, di fronte a villa Corridi.

Intanto ieri Emilio Rossini, minacciato di querela dopo il botta e risposta con Salvetti, è intervenuto ricordando in un lungo post il lavoro fatto negli anni, in collaborazione, per tanti luoghi della città insieme all’associazione Reset, di cui è vicepresidente, e sottolineando che «l’attacco verbale non era rivolto al sindaco personalmente, ma proprio perché credo nella sua onestà volevo che rispondesse a una scelta politica che l’amministrazione ha fatto». «Come me – ha ribadito – molti cittadini si chiedono perché si va a scegliere proprio un’area verde in fondo al rione» e non un’area «già cementificata da ripulire e riqualificare» come quella di via del Crocino. Così invita «ancora una volta il sindaco a ripensarci e a spostare il progetto». E invita «tutte le parti politiche a non strumentalizzare l’accaduto, pensiamo al bene di Livorno».


 

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