Condannato a quattro anni per la rapina alla stazione
Livorno: il trentaseienne, cacciato di casa dalla madre a Caserta, era arrivato in città con il treno derubando una donna in piazza Dante
LIVORNO. È stato condannato a quattro anni e due mesi di reclusione per aver rapinato una donna fuori dalla stazione centrale nel pomeriggio di Natale e a risarcirla con una provvisionale di 5.000 euro. Il giorno prima, nella notte della vigilia, la mamma lo aveva buttato fuori di casa, così da Caserta – dove abitava – avrebbe preso il primo treno per il Nord Italia, raggiungendo Livorno, dove con una pistola scacciacani avrebbe minacciato e derubato di 150 euro una quarantaquattrenne livornese. Questa la pena in rito abbreviato per il trentaseienne campano Pasquale Fabozzi, per il quale la procura aveva chiesto la condanna a quattro anni e mezzo. Nell’udienza, dopo le conclusioni del pubblico ministero, aveva replicato la sua avvocata, Barbara Luceri.
«La donna – come ricostruito dai carabinieri, che prima di Capodanno avevano arrestato Fabozzi – stava camminando vicino alla stazione quando sarebbe stata avvicinata dall’uomo che dopo poco l’avrebbe minacciata e bloccata aprendogli la borsa e prendendo circa 150 euro. La vittima benché sola e molto scossa dall’accaduto, ha immediatamente chiamato il 112 richiedendo una pattuglia in soccorso». I militari della Compagnia di Livorno, anche grazie alla descrizione fornita dalla quarantaquattrenne – parte civile nel processo e assistita dall’avvocata Alessandra Natale – e alle immagini delle telecamere di piazza Dante, qualche giorno dopo hanno arrestato Fabozzi, che da allora è nel carcere delle Sughere.
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