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Palazzo a fuoco a Livorno, l'amministratore: «L’energia ricollegata in meno di 24 ore»

Stefano Taglione
L'amministratore Pietro Sorace durante i lavori di ripristino
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L'amministratore Pietro Sorace durante i lavori di ripristino

Pietro Sorace, al lavoro fin dall'alba, è riuscito a riportare la quasi totalità degli inquilini nelle case: «Abbiamo lavorato senza sosta»

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LIVORNO. In pochi minuti e di sabato mattina, da quando è stato allertato dalla protezione civile comunale, si è dovuto organizzare per far rientrare in casa 24 persone, quelle che vivono nei nove appartamenti della scala annerita dal fumo provocato dall’incendio dei contatori del palazzo.

Pietro Sorace dal 2015 è l’amministratore del condominio di via Mastacchi 84, dove un tempo sorgeva la Distilleria Bisso, a Shangai. Gestisce le parti comuni dell’edificio da quel giorno e conosce tutti gli inquilini, sebbene la società proprietaria (la Uno Immobiliare) nel frattempo a causa dei problemi economici abbia venduto alcuni immobili e sfrattato qualche affittuario. «Non mi sono neanche fatto la barba e già ero sotto lo stabile – racconta – perché era doveroso farlo. Avevamo diverse persone fuori casa e l’assenza dell’elettricità, nonostante il palazzo non sia mai stato dichiarato inagibile, aveva comportato l’allontanamento forzato delle persone. Dovevamo dare risposte immediate per la dignità degli abitanti», spiega l’amministratore, ex dipendente di Ferrovie dello Stato.

Fin dalla prima mattina con alcuni muratori e una ditta di pulizie il professionista ha iniziato a rimettere in sesto i locali, agendo in prima persona, mentre gli elettricisti cercavano in qualche modo di ovviare al problema della fornitura di energia, risolta in serata. Su questo aspetto si è iniziato dalle altre parti del palazzo, quelle non direttamente interessate dall’incendio, i cui appartamenti erano comunque rimasti senza luce. Già in mattinata lì, l’alimentazione, era stata ripristinata, riducendo al minimo le ripercussioni per i residenti, e verso le 11 anche il funzionamento dell’ascensore. Restava, chiaramente, il problema degli immobili sopra i contatori andati in fiamme. Per questi, il lavoro, è stato più complicato.

Alla fine i tecnici dell’Enel sono riusciti a installare un contatore provvisorio dalla potenza di 30 kilowatt, in grado di alimentare quasi tutte le utenze. Alcuni immobili, infatti, non sono stati neanche collegati alla rete provvisoria in quanto vuoti e la priorità è andata ovviamente a quelli abitati. Dopo il ripristino, ieri sera, gli inquilini sono potuti rientrare in casa, tranne due famiglie perché nella loro abitazione l’aria era ancora irrespirabile, mentre oggi e nei prossimi giorni si proseguirà con la rimessa in sesto e la pulizia più approfondita (i materiali bruciati sono invece già stati sgombrati). Le parti comuni, con gli impianti elettrici liquefatti, dovranno essere ristrutturate: le pareti riverniciate di bianco, dopo essere state completamente ripulite dalla cenere, luci e lampadine installate ex novo. Un lungo lavoro, quello dell’amministrazione condominiale, cominciato appena si è concluso il lavoro dei vigili del fuoco e della protezione civile. 
 

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