Il Tirreno

Livorno

L’intervista

Il Vespucci si scalda per girare il mondo, il comandante: «Così lo guiderò nel lungo viaggio»

di Elisabetta Arrighi
Il Vespucci si scalda per girare il mondo, il comandante: «Così lo guiderò nel lungo viaggio»

Il comandante Romagnoli: «Sono orgoglioso»

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LIVORNO. È la più bella del mondo, ovvero la nave scuola “Amerigo Vespucci”, una delle migliori ambasciatrici dell’Italia a livello internazionale. E quest’anno, dopo i rinvii dovuti alla pandemia, comincerà il giro del mondo che la terrà lontana dal nostro Paese per circa 24 mesi intensi, durante i quali saliranno a bordo gli allievi di due diverse prime classi dell’Accademia Navale e vedranno la nave impegnata anche nell’esecuzione di lavori ordinari durante una lunga sosta in Argentina. Al Villaggio Sportivo organizzato alla Terrazza Mascagni dal Lem nell’ambito della SVI 23, il comandante del “Vespucci”, capitano di vascello Luigi Romagnoli, a cui la nave è stata “affidata” lo scorso 12 settembre, ha tenuto una conferenza per parlare dell’unità a vela.

Oggi Romagnoli, da comandante, si trova ad affrontare il giro del mondo, un evento che si ripete vent’anni dopo un analogo itinerario compiuto in occasione della Coppa America in Nuova Zelanda. «Non è escluso – ha detto Romagnoli – che prima di iniziare questo lungo viaggio, il “Vespucci” faccia una sosta a Cagliari per incontrare Luna Rossa, che già vent’anni fa partecipava alle regate dell’America’s Cup, che si ripeterà il prossimo anno. Quindi due nuove sfide per due eccellenze italiane».

Qual è il suo stato d’animo in questo momento?

«Sono orgoglioso di essere il comandante del “Vespucci”, di aver preparato la nave e pianificato il lungo viaggio. Sento un grande senso di responsabilità perché la nave scuola è uno dei simboli dell’Italia che dovrò portare anche in Paesi nei quali l’unità non ha mai fatto scalo. Dovremo affrontare navigazioni molto lunghe, fino a 27-28 giorni, e dovremo gestire la vita quotidiana di bordo, che per gli allievi è già una sfida che esige spirito di gruppo. Inoltre avremo da svolgere molte attività e non è da escludere che nei porti possano esserci imbarchi momentanei nell’ambito di interscambi con le varie Marine, ma anche per progetti scientifici».

Quando sarà la partenza?

«Partiremo a inizio luglio con gli allievi della prima classe. Non sappiamo ancora da quale porto, ma sicuramente “Vespucci” farà un passaggio a Livorno per imbarcare materiali dell’Accademia utili per la campagna addestrativa».

Quali saranno le prime tappe dell’itinerario mondiale?

«Faremo rotta verso ovest dopo due soste a Monaco e Marsiglia. Supereremo lo stretto di Gibilterra e arriveremo a Las Palmas. Quindi dirigeremo sul Senegal e poi su Capo Verde: da qui comincerà la traversata atlantica che durerà 20-22 giorni. Dall’altra parte dell’Oceano troveremo Santo Domingo. Da qui ripartiremo per la Colombia, poi il Brasile (Fortaleza e Rio de Janeiro), l’Uruguay (Montevideo) e l’Argentina (Buenos Aires) dove faremo una sosta di circa cinque mesi per l’ordinaria manutenzione. Gli allievi della prima classe, verso fine estate, sbarcheranno per rientrare a Livorno: probabilmente questo avverrà durante una delle soste previste in Brasile».

Quando riprenderete il mare? Lei resterà in comando per tutto il periodo?

«La nave ripartirà da Buenos Aires tra fine marzo e inizio aprile 2024. Navigherà verso sud per andare nel Pacifico, transitando da Capo Horn o più probabilmente dallo Stretto di Magellano. Risalirà a nord seguendo la costa pacifica e toccando Paesi dove la nave non è mai stata. Quindi Cile, Perù, Panama, Messico e Los Angeles, dove ai primi di luglio imbarcheranno di nuovo gli allievi della prima classe. Dalla California rotta sulle Hawaii. Successivamente, essendo l’itinerario ancora work in progress, dovrebbero esserci tappe in Giappone, alle Filippine, in Australia, a Singapore, in India, Pakistan, Golfo Persico, Emirati, Qatar, e poi il Mar Rosso, l’Egitto e il ritorno a casa. Per quanto riguardo il comando, posso dire che su nave “Vespucci” dura un anno. Le decisioni spettano alla Marina Militare».

Può accadere che durante una tempestosa traversata oceanica oppure sotto un cielo punteggiato di stelle la nave più bella del mondo decida di “animarsi” e di parlare al suo equipaggio, in particolare agli allievi dell’Accademia Navale. Ecco allora “La voce della nave”, una narrazione-evocazione che Fabio Vannozzi, attore, autore e regista livornese, presenterà al Villaggio Sportivo alle 17 di venerdì 28 aprile. Con lui ci saranno cinque studenti dell’Istituto Nautico “Cappellini”: Aurora Michelazzi, Domenico Grande, Davide Pennacchia, Cristian Battista e Roberto Villani. E le voci fuori campo di alcuni allievi dell’Accademia che raccontano le loro emozioni per una storia che si dipana dall’ammaina bandiera all’alza bandiera del giorno dopo.“Ragazzi, è la vostra nave che vi parla…”. I cadetti sono già nelle loro amache per il riposo notturno quando odono questo richiamo: si apre così un lungo racconto che mette insieme i tasselli della lunga storia di nave “Vespucci”. Un racconto trasformato da Fabio Vannozzi in linguaggio teatrale in cui si mescolano l’incontro con la nave Usa che la definì la “più bella del mondo” e il viaggio con la fiaccola olimpica, le campagne estive di istruzione e l’ingresso nei porti di tutto il mondo. Ma anche la straordinaria uscita a vela della nave scuola a Taranto, dal Mar Piccolo al Mar Grande lungo il canale navigabile con al comando il mitico Agostino Straulino, ufficiale della Marina Militare (fino al grado di ammiraglio) e campione olimpico di vela. Ci sarà anche il racconto della navigazione sul Tamigi quando era comandante, una decina di anni fa, Curzio Pacifici, livornese.


 

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