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Museo della Città, Salvetti rivendica i numeri: «Prima di noi ottomila visitatori l’anno, dal 2019 ne abbiamo portati 180mila»
«Ma serviva un progetto scientifico oltre alle mostre»
Livorno Dunque il Museo della città ha un nuovo direttore scientifico. È Paolo Cova, lombardo, classe 1981, con un curriculum ingolfato di esperienze importanti. Storico dell’arte con esperienze universitarie, lavora anche in ambito televisivo per Rai e Sky Arte. Laureato all’Università di Bologna, ha all’attivo molte pubblicazioni. Il suo credo è quello di un museo accessibile e inclusivo, che, come da linee guida Icom, promuova la diversità e l’accessibilità. «Un appuntamento al quale teniamo molto - spiega il sindaco Luca Salvetti –. Quando questa amministrazione si è insediata il Museo della Città, bellissimo, aveva una media di 8mila visitatori l’anno. Noi in quattro anni abbiamo portato 180mila visitatori, partendo da Modigliani arrivando a Banksy che è andato ben oltre le aspettative con 34mila presenze. Al di là dei numeri c’è movimento culturale e di partecipazione, che lo pone tra motori di una Livorno sempre più frizzante. Tuttavia mancava un progetto complessivo che riproponesse il Museo di città: una valutazione e un programma scientifico che permettessero di recuperare la caratteristica principale. Nel 2019, a nostro giudizio, raccontava la città in modo statico. Serviva un concetto diverso, che potesse aggiungere all’esposizione permanente le proposte temporanee. Il direttore ha questo compito. E oggi abbiamo una persona di valore che può fare un lavoro di grande livello».
Cova ha a disposizione 18 mesi per raggiungere il traguardo fissato. «Paolo, è la persona più adatta per fare quello che abbiamo in mente di fare - aggiunge l’assessore alla cultura Simone Lenzi-. Uno che risolve i suoi problemi da solo. Il precedente allestimento, come ha sottolineato il sindaco, aveva il grande problema di essere statico e un museo statico è destinato a morire o comunque a sopravvivere male. Fino ad ora, io stesso ho fatto il direttore “sine titulo”, ma finalmente è arrivato il momento di riallestire come si deve il Museo, con un’idea dinamica che consenta di avere sia la storia della città, anche ruotando le collezioni cittadine per lo più sconosciute, sia alcune mostre temporanee».
Cova, dopo circa un mese che lui stesso definisce di “interregno”, nel quale sistemerà gli aspetti personali e burocratici, studierà e incontrerà persone per prepararsi all’impresa «corale, come è giusto che sia», prenderà possesso del nuovo ruolo.
Presenti alla conferenza di presentazione anche il dirigente comunale Giovanni Cerini e Cristina Luschi, responsabile del settore musei e biblioteche del comune di Livorno. «Vorrei sottolineare, a margine, la grande sinergia che esiste con i giovani che lavorano all’interno del Museo - conclude il sindaco -. Lavorano condividendo un progetto culturale, e con la volontà di mostrare la parte più bella della città».
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