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Livorno

La rabbia dei commercianti: «Persi 70.000 euro di incassi»

La rabbia dei commercianti: «Persi 70.000 euro di incassi»

Il presidente Simone Toschi: «Ci hanno rovinato la Pasqua»

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LIVORNO. Oltre allo spavento c’è anche «la tragedia economica». Perché ieri mattina, nell’area Mercatale, c’era sì tantissima gente, ma la metà dei banchi per oltre tre ore era delimitata dalle fettucce rosse e bianche. Inaccessibile per tutti, con carabinieri, artificieri, un’ambulanza, digos, vigili del fuoco e polizia municipale a fare da contorno a una mattinata da dimenticare. «Il falso ordigno – commenta il commerciante Simone Toschi, presidente del consorzio “Mercato piazza Cavallotti” – ci ha rovinato la vigilia di Pasqua, dove avremmo potuto vendere molto e invece, oltre metà area, è rimasta transennata a causa delle operazioni di verifica della finta molotov e del falso pacco bomba piazzati sotto al banco di Marrucci. Lo so, non si poteva fare altrimenti e non è colpa degli artificieri ma di chi ha piazzato il falso esplosivo, ma stimo una perdita di incassi fra i 500 e i 1.000 euro ad ambulante, quindi di 70.000 euro considerando che io e i miei colleghi solo in via Buontalenti siamo una settantina. Poi ci sono tutti gli altri, i bar ad esempio...».

Danni devastanti in una giornata, quella di ieri, dove sebbene non facesse caldo c’era il sole e le persone erano uscite per comprare in vista della ricorrenza religiosa. Diversi commercianti, per cercare di compensare le perdite, sono rimasti aperti anche di pomeriggio, ma purtroppo rimediare al falso ordigno e al caos che ha provocato non è stato semplice. E gli affari sono andati in fumo. «Siamo stati rovinati – si sfoga un altro esercente, Luca Pavolini – perché mentre le persone guardavano le forze dell’ordine operare sulla presunta bomba, noi siamo rimasti a guardarci nelle palle degli occhi. L’area era transennata, metà mercato ha dovuto di fatto chiudere. Anche se non vendiamo le uova di Pasqua, c’è sempre chi viene a comprare un pensierino per la Settimana santa. Il calo di vendite è stato evidente e purtroppo non siamo riusciti a recuperarlo».

«Ci hanno tagliato le gambe – spiega Renzo Bueno, titolare del banco numero uno che ieri mattina, subito dopo un netturbino dell’Avr, ha avvistato per primo la falsa molotov – perché potenzialmente c’era tanta gente, ma siamo stati danneggiati da ciò che è accaduto. Non era mai successo niente del genere, ricordo solo di una valigetta sospetta una ventina di anni fa fuori dal negozio di Disegni rivelatasi poi un falso allarme. Ma questa molotov, con i fili collegati a una scatoletta con una spia a intermittenza, era fatta talmente bene da sembrare vera. Ci siamo spaventati tantissimo, stiamo passando veramente un periodo orribile. Mi dispiace per Mauro Marrucci, lui e la famiglia sono persone che non hanno mai dato noia a nessuno, mai un problema: non so davvero chi possa avercela con loro, visto che sono persone umili e buone, che mai hanno litigato con qualcuno. Inconcepibile ciò che sta succedendo».

La digos, subito dopo essere intervenuta in via Buontalenti, ha effettuato un controllo alla sinagoga, visto che lo stesso banco di Marrucci in passato era stato preso di mira con scritte antisemite. «Non ci sono parole, ci hanno rovinato – sottolinea un altro commerciante, Luca Paolini – perché questo sabato, la vigilia di Pasqua, è andato totalmente bruciato. Non ho idea del perché sia stato preso di mira Mauro Marrucci, visto che è sempre lui a essere colpito: forse qualcuno brama una vendetta nei suoi confronti, non ne ho davvero idea e mi dispiace. Sta di fatto che per oltre ore le persone sono rimaste a vedere la bomba e da noi non hanno comprato niente. Anche perché metà mercato era incellofanato dai nastri, nessuno poteva accedere».

In mattinata, in realtà, era arrivato il permesso per aprire ma poi, dopo le 9, da un quadrante recintato con sei banchi all’interno è stato di fatto chiuso metà del mercato di via Buontalenti, «con 30-40 strutture aperte, ma non accessibili», conclude il responsabile Simone Toschi.

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