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Il lutto

Alla Bodeguita il brindisi per salutare Giovanni: «Non avrebbe mai voluto un funerale, meglio una festa»

di Claudia Guarino
Alla Bodeguita il brindisi per salutare Giovanni: «Non avrebbe mai voluto un funerale, meglio una festa»

Nessun funerale per lo storico titolare, Puccini, ma una festa per l’ultimo saluto: come lui voleva. E ieri in tanti si sono incontrati nel locale sugli scali Finocchietti per alzare i calici in sua memoria

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LIVORNO. Una festa con musica e tante, tante persone. Proprio come voleva lui. Perché la moglie Silvia Biondi l’ha detto subito: «Nessun funerale per il mio Giovanni, non l’avrebbe apprezzato. Ha sempre detto che avrebbe preferito una festa». E così è stato.

L’addio in musica a Giovanni Puccini targato Bodeguita è nello stile dei suoi titolari e di quello che lì hanno voluto creare. «Volevamo che fosse una casa del popolo per l’anima – ha raccontato Silvia Biondi – e per un certo periodo ci siamo riusciti».

L’anima della Bodeguita è volata via qualche giorno fa. Non si era più ripreso dopo il malore del 4 marzo, quando si era sentito male negli uffici del locale dopo essere andato a trovare la moglie. È stato salvato da un infermiere ma non è più riuscito a riprendersi e con lui se n’è andata parte della storia della città.

E ieri era una Bodeguita piena di gente. Di musica e di cultura. C’erano i fratelli Luti, per dire. Ma tanti altri esponenti del panorama musicale livornese. E insieme hanno ricordato Giovanni Puccini.

Di come, da lavoratore in Compagnia Portuale sia poi diventato titolare di uno dei locali più apprezzati in città. Tutto è nato dopo il matrimonio con Silvia Biondi. E con quel viaggio di nozze a Cuba da cui, appunto, è nata la Bodeguita. Il nome, un omaggio a Cuba. Il locale, un luogo con «il senso della contaminazione, dove ci sarebbero potuti stare vecchi e giovani». E così è stato. Prima in piazza dei Domenicani poi sugli Scali Finocchietti, dove da qualche tempo si è trasferito il locale, che nel frattempo è diventato un punto di riferimento di artisti di ogni tipo. E lo è stato anche ieri sera. Con tanto di rinfresco. Su i calici per Giovanni. Per dire addio un’ultima volta al cuore della Bodeguita.

«Come da sua volontà – ha detto la moglie al Tirreno qualche giorno fa – non ci sarà un rito funebre. Ma il 2 aprile organizzeremo un evento privato alla Bodeguita. Lui ha sempre detto che non avrebbe mai voluto un funerale. Ma una festa con noi insieme e tanta musica. E così sarà».

E così è stato. Salute Giovanni. Livorno ti ricorda col sorriso sulle labbra e con quella voglia di trasmettere cultura e musica.

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