«Aule del Cecioni a tredici gradi». Scontro tra preside e collettivo per le temperature in classe
Gli studenti precisano anche che «tali mobilitazioni sono svolte nell’esasperazione degli studenti che non trovano riscontro da parte di coloro che i problemi dovono risolverli»
Livorno Le temperature registrate «non si aggiravano intorno ai 15°C ma difficilmente raggiungevano i 13°C». A parlare, con una nota, è il collettivo studentesco Scuola di carta che replica alla preside del liceo Cecioni sul caso dei riscaldamenti rotti durante l’orario delle lezioni. «Al contrario di ciò che la dirigente sostiene, non era una situazione nuova, ma persisteva anzi da settimane - si legge -. Noi studenti aspettavamo con fiducia, dopo diverse segnalazioni, che il problema venisse risolto, ma dato che così non è stato, abbiamo deciso di protestare. È vero che si sono verificate delle situazioni di disagio durante la protesta, ma è altrettanto vero che si sono risolte in poco tempo grazie alla collaborazione del corpo studentesco, compresa dunque anche la calca a cui la preside fa riferimento nell'articolo».
Gli studenti precisano anche che «tali mobilitazioni, frutto di una mancanza di ascolto da parte delle istituzioni competenti e della malagestione delle problematiche, sono svolte nell’esasperazione degli studenti che non trovano riscontro da parte di coloro che i problemi dovono risolverli, e che pertanto decidono di adottare modalità come quella di ieri (mercoledì, ndr) per arrivare, quanto meno, alla loro attenzione. Inoltre, nonostante la dirigente abbia annunciato che il guasto alla pompa della caldaia sia stato risolto, ci sono arrivate diverse segnalazioni da parte degli studenti nelle quali viene denunciato un ulteriore calo delle temperature».
Secondo gli studenti, «l’impressione è che si stia cercando di sviare la problematica delle basse temperature, mettendo in luce dei problemi minori e temporanei avvenuti durante una protesta pacifica da parte della comunità studentesca. Siamo ben consapevoli che la responsabilità delle strutture scolastiche sia della Provincia e non della scuola, ma se tra i requisiti minimi che le aule devono rispettare è presente la temperatura, vuol dire che se questa non raggiunge la soglia minima, gli studenti hanno il diritto di rifiutarsi di continuare lo svolgimento della lezione». l
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