Ventenne livornese scappa in moto e aggredisce un agente: «Ti ammazzo sbirro»
Livorno: è stato inseguito da viale Nazario Sauro fino al Levante, dove è scoppiato il caos. Il vigile si costituirà parte civile nel procedimento
LIVORNO. Stava impennando su una moto senza targa davanti a una pattuglia della polizia municipale. Ma anziché fermarsi all’alt, all’incrocio fra viale Nazario Sauro e viale della Libertà – almeno secondo l’accusa – avrebbe seminato i vigili urbani rifugiandosi nel parcheggio del Parco Levante, davanti all’Obi, dove è stato raggiunto da un agente fuori servizio aggredito subito dopo la richiesta di un documento di identità.
Un ventenne di Antignano, Francesco Gerardi, è a processo davanti al giudice Ottavio Mosti per lesioni personali, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale. I fatti contestati, sui quali la difesa non concorda assolutamente, sono avvenuti nel luglio del 2021, quando il giovane è stato sorpreso all’altezza di Barriera Roma, dove c’è il semaforo, in un comportamento ritenuto molto pericoloso alla guida: secondo quanto ricostruito dagli uomini diretti dalla comandante Annalisa Maritan, infatti, stava impennando in moto e dietro non aveva nemmeno la targa attaccata. Motivo per il quale la pattuglia del pronto intervento cittadino, notandolo da pochi metri di distanza, avrebbe cercato invano di fermarlo, visto che il ventenne – all’epoca 19 anni – con il più agile mezzo a due ruote sarebbe riuscito a scappare e a far perdere le sua tracce. Una fuga però solo provvisoria, visto che alle sue spalle stava sopraggiungendo un altro agente locale, in quel momento fuori servizio e quindi senza divisa, che lo ha seguito senza mai perderlo di vista, avvicinandolo nel parcheggio del Parco Levante, davanti al negozio Obi, dove nel frattempo Gerardi si era diretto. «Prego, mi dia i documenti», queste le parole del poliziotto. Che per tutta risposta sarebbe stato aggredito. Il ventenne, anziché collaborare, stando alla versione dell’accusa avrebbe infatti girato la manetta del gas per cercare di ripartire e il vigile, provando a fermarlo, ha messo le mani sul manubrio venendo sbalzato sull’asfalto insieme a lui. «Sbirro di m... ti ammazzo», alcune delle parole pronunciate in quel frangente dal giovane, con il poliziotto del comando locale dolorante perché ustionato a una gamba dalla marmitta che aveva una temperatura altissima. Dopo le offese il ventenne, che è stato refertato all’ospedale così come il poliziotto, è stato denunciato per lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale (sia per la fuga dalla pattuglia, che per quella tentata dal collega in borghese) e oltraggio a pubblico ufficiale.
Ieri, al tribunale di via Falcone e Borsellino, si è tenuta la seconda udienza del processo. A causa di alcune mancate notifiche l’agente locale, assistito dall’avvocato Luciano Picchi, non è si potuto costituire parte civile, ma lo farà entro maggio. Il ventenne, invece, difeso dalla legale Anna Paola Benvenuti fa una ricostruzione completamente diversa da quella della municipale e non ritiene assolutamente di aver aggredito il vigile. La difesa, per lui, ha chiesto e ottenuto il rito abbreviato (con lo sconto automatico di un terzo della pena) condizionato però all’ascolto di due testimoni. l
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