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Omicidio di Livorno, in aula il 23enne resta in silenzio

Omicidio di Livorno, in aula il 23enne resta in silenzio

Leonardo Banti, accusato di aver ucciso il padre pugnalandolo due volte, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio di garanzia

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LIVORNO. Si è avvalso della facoltà di non rispondere il 23enne Leonardo Banti, in carcere con l’accusa di aver ucciso – venerdì 3 febbraio nell’appartamento al civico 6 di via Paganini – il padre Fabrizio con due pugnalate, una alla gola e una al torace.

Nella mattinata di lunedì 6 febbraio si è tenuto l’interrogatorio di garanzia nel palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino (non in carcere, come sembrava in un primo momento) ma il giovane, difeso dall’avvocato Paola Ciulli, ha deciso di rimanere in silenzio.

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