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Livorno, Piero e Giorgio Neri comprano i terreni d’oro della Paduletta: i retroscena dell’affare
In era M5S “Spil 2” era andata a Palumbo. Così ora si rafforza Cilp: «Questa è un’operazione immobiliare di lungo termine che potrà anche dare alle società partecipate un orizzonte più a lungo termine»
LIVORNO. La notizia è di quelle che sulle banchine non possono passare inosservate: Piero e Giorgio Neri si sono comprati i terreni d’oro di Paduletta. Quella Paduletta che negli anni del Comune a cinque stelle di Filippo Nogarin era passata per l’80 per cento nelle mani del gruppo Palumbo. E che si trova in un punto strategico per lo scacchiere portuale: 81mila metri quadri (con 18mila di capannoni nuovi di zecca o quasi) a due passi dal viadotto della superstrada che porta in Darsena Toscana e praticamente con le finestre affacciate sulla sponda est. Non è quindi difficile capire perché per anni questi terreni sono stati descritti come il “tesoretto” di Spil. E da Spil bisogna ripartire per ricostruirne la storia recente.
Tra il 2017 e il 2018 il Comune, principale azionista, decise infatti di sganciare dalla società, che era sull’orlo del baratro per l’operazione Odeon, l’unica vera “polpa”, Paduletta appunto, infilandola in una nuova società, la Spil Strategic Contract Logistic, una sorta di Spil 2, mettendone poi in vendita l’80 per cento delle quote (base d’asta circa 13,7 milioni). Le acquistò il gruppo Palumbo, con in plancia di comando Andrea Palumbo.
Ecco, oggi si scopre che pochissime settimane fa, nel corso di dicembre, Palumbo ha venduto tutte le sue quote a Giorgio Neri, che a sua volta ha poi ceduto la sua metà a Piero Neri. Ad essere più precisi, oggi la Spil Strategic Contract Logistic srl (che varrebbe complessivamente non meno di 20 milioni) risulta per il 40 per cento in mano alla Fratelli Neri spa, per un altro 40 per cento alla Ngi srl e per il restante 20 per cento ancora in mano a Spil, che però ha nel suo piano di rientro dai debiti la vendita, come già confermato in commissione consiliare dall’assessore Gianfranco Simoncini.
Non ci si faccia ingannare dal cognome, è lo stesso ma stiamo parlando di due realtà diverse: nel caso della prima società, la Fratelli Neri, il volto di riferimento è il cavaliere del lavoro Piero (ora presidente del consiglio di amministrazione della Spil Strategic Contract Logistic), nel secondo, la Ngi, è invece il leader della cellulosa Giorgio (che di questa “Spil 2”è il vicepresidente e amministratore delegato). Due competitor nei traffici portuali, che in questo caso però uniscono le forze – almeno in termini immobiliari – in un’operazione chiave. Soprattutto se si guarda al presente e al futuro di Cilp, la società di Compagnia, Neri e Negri che ha già in affitto Paduletta per auto e cellulosa (traffico in cui Livorno è leader). Lo dicono chiaramente i protagonisti. «Questa è un’operazione immobiliare di lungo termine – sintetizza Giorgio Neri – che potrà anche dare alle società partecipate del gruppo Neri un orizzonte più a lungo termine». «È un’operazione immobiliare che ho avuto il piacere di fare con Giorgio – aggiunge Piero Nieri – verso il quale nutro stima. Sono sicuro che assicurerà alla Paduletta un futuro ancora più brillante a favore dell’operatività del porto».
E il punto è proprio questo: il futuro di un pezzo importante del porto. Questa mossa rafforza infatti, e non di poco, la posizione di Cilp, che avrebbe visto scadere il proprio contratto di affitto della Paduletta nel 2028, praticamente dopodomani: si può dire che d’ora in avanti, con l’acquisto delle quote da parte di Neri, giocherà in casa, con una sicurezza diversa. Non solo: in base al disegno già tracciato a suo tempo dall’Authority, tra pochi mesi Cilp dovrebbe spostare le proprie attività dall’Alto Fondale alla sponda est, con la possibilità quindi di creare un importante terminal polifunzionale.
Tutto mentre di lì a pochi passi si consolida l’avanzata Msc, che dopo il 50 per cento di Lorenzini si sta comprando anche il cento per cento del Terminal Darsena Toscana.
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