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Filoni e Grasselli. «Lo Biondo il migliore, ma la mente è Piazza»

di Francesco Parducci
Filoni e Grasselli. «Lo Biondo il migliore, ma la mente è Piazza»

Gli ex compagni seduti uno accanto all’altro

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LIVORNO. Seduti uno accanto all’altro, come ai vecchi tempi, quando andavano a mangiare una pizza dopo la partita. Nedo Filoni, capitano storico della PL negli anni magici della serie B e Alfredo “Ciccio” Grasselli, braccio armato di quella squadra, il derby se lo sono visto insieme, soffrendo e alla fine esultando per la vittoria della loro squadra. Senza bisogno che si dica “ex squadra” perché a quella maglia loro sono rimasti attaccati come pochi altri. Le tempie grigie, ormai, ma apparentemente in perfetta forma, come spesso capita a chi è stato un atleta. Grasselli è un habituee delle partite interne della Unicusano, «quest’anno non ne ho ancora persa una», dice con orgoglio. Per Filoni era invece la prima volta, dopo che lo si era visto fare qualche comparsata nel parterre nel campionato scorso. Inevitabile che si sia aperto il cassetto dei ricordi, di quando nel Palasport appena inaugurato e luccicante e che ora si chiama PalaMacchia e è poco meno che decrepito, ai “loro” derby c’erano tre file di persone in piedi sull’ultimo gradone. Roba di 5. 000 persone a fronte di una capienza ufficiale di 4. 100. Ma giovedì sera erano ancora di più, addirittura 8. 000. «Sono contento – dice – di esserci stato, contento di entrambe le cose, del risultato e di aver portato bene».

Che spettacolo, vero?

«Incredibile – continua Filoni – mi avevano avvertito che ci sarebbe stata tante gente, ma di vedere un impianto così grande riempito per intero non me lo sarei mai aspettato, specie in questo periodo di incertezze economiche. Io ve lo avevo sempre detto – gli fa eco Grasselli – il derby è la forza trainante del basket a Livorno. È stato così più di quarant’anni fa, quando giocavamo noi, ed è così oggi»

Livorno “condannata” al derby, dunque?

«Non voglio dire questo, ciascuna delle due squadre potrà fare buoni numeri anche in altre occasioni, specialmente se raggiungeranno i play-off. Ma per vedere uno spettacolo come quello di ieri sera, non c’è che il derby. Quando ho visto la cornice di pubblico – continua Nedo – ho fatto delle foto e le ho mandate a Paolo Bianchi (il Paul White del Leone Mare e dei primi anni di serie A ndr) con il quale sono rimasto in contatto. Non credeva ai suoi occhi e mi ha detto che al prossimo derby vorrà esserci anche lui. Ma voglio anche dire che sono molto contento per Roberto Creati e per tutti quelli che portano avanti la PL insieme a lui, hanno lavorato e stanno lavorando bene e meritano quello che sta accadendo alla squadra in questo momento»

Vogliamo parlare un po’della partita?

«Da un punto di vista estetico non bellissima – è Grasselli che parla – anche se c’è stata una intensità straordinaria, ma c’era da aspettarselo. Dei ragazzi in campo quasi nessuno aveva mai giocato una partita davanti a 8.000 persone. Le squadre mi sono sembrate abbastanza contratte e le percentuali di tiro ne hanno risentito. Ma provateci voi a giocare per la prima volta in un clima del genere. Concordo – dice Filoni – ma voglio anche spendere due parole sull’arbitraggio. Anche per quei due ragazzi probabilmente si è trattato di una prima volta ma sono riusciti ugualmente a non farsi mai scappare di mano la partita, mi sono sembrati sempre sereni e padroni della situazione».

E se vi venisse chiesto di fare un nome, per la PL?

«Direi Lo Biondo – risponde Grasselli – per quello che ha fatto in tutto l’arco della gara ma sopratutto per la freddezza che ha avuto nel mettere i due liberi della vittoria. Oltretutto tirandoli sotto la curva avversaria. Anche questa una cosa per niente facile. Non posso – ribatte Filoni – che essere d’accordo. Era la prima volta che lo vedevo e mi è piaciuto moltissimo. Un giocatore non eclatante ma di quelli che quando poi vai a “contare i noccioli”, come si dice, vedi che sono stati determinanti. E poi Piazza, si vede che ha un’esperienza e un’intelligenza cestistica fuori del comune. Magari altre volte sarà stato più brillante di ieri, non lo so, ma quando c’è stato da mettere dentro il tiro che valeva mezza partita, lui l’ha messo.

A Grasselli non ce n’è bisogno. Possiamo chiedere a Nedo Filoni se lo si rivedrà a tifare PL?

«Direi di sì. La squadra mi è sembrata molto più forte di quella dell’anno scorso e merita di essere seguita. Magari già dalla prossima partita interna».
 

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