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La festa

Si ritrovano a cena 45 anni dopo la scuola: «Come se il tempo non si fosse mai fermato»

Stefano Taglione
La festa
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Livorno: la quinta B del geometri Buontalenti, diplomata nel 1978, si ritrova al ristorante. Aneddoti ed emozione: i nomi

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LIVORNO. Un tuffo nel passato. Tornando a scuola 45 anni dopo. La quinta B del geometri dell’istituto Buontalenti, diplomata nel lontano 1978, due sere fa si è ritrovata a cena al ristorante “Il Torcinaso” di Acciaiolo, nel comune pisano di Fauglia. Grandi emozioni e un susseguirsi di ricordi per i ragazzi dell’epoca, oggi sessantatreenni, «anche se – racconta uno di loro, il vigile del fuoco in congedo e formatore degli addestratori cinofili Bettino Catania – c’era anche qualcuno più grande di noi classe ’59, in quanto ripetente. È stato come se non ci fossimo mai separati, una bellissima cena, la replicheremo sicuramente entro Natale. Abbiamo ricordato i soprannomi dell’epoca, fra cui i nostri compagni “Panettone” e “Uccellino”, per altro presenti al ristorante».

I nomi

Alla cena hanno preso parte Riccardo Andrei, Fabio Avelardi, Claudio Bianchini, Bettino Catania, Andrea Cateni, Giulio Ducci, Manlio Fabbri, Gianni Fiesoli, Alessandro Fincato, Leandro Lepori, Stefano Mannucci e Massimo Poli. «Tre compagni di scuola, purtroppo – prosegue Catania – sono morti e, durante la cena, li abbiamo ricordati affettuosamente. Un altro non è potuto venire per alcuni impegni professionali lontano da Livorno e un ultimo è in ospedale a causa degli acciacchi e quindi ha dato forfait. Speriamo di ripeterla fra qualche settimana, entro Natale, e sicuramente per il cinquantesimo anniversario».

I destini

Quasi tutti i commensali «oggi sono in pensione». «Abitiamo tutti a Livorno – sostiene Catania – e alcuni di noi ci sono ritornati a vivere dopo la pensione, magari dopo aver lavorato a Firenze o a Roma. Ci siamo diplomati come geometri, quindi c’è chi ha lavorato in uno studio professionale o in Comune. Io, però, facevo il vigili del fuoco e anche altri, come me, dopo la scuola hanno preso strada completamente opposte alla geometria».

Gli argomenti

Durante la cena, oltre agli scherzi e ai soprannomi dell’epoca, si è parlato di tutto. «Era l’Italia dei rapimenti, come non ricordare il sequestro Moro – conclude Catania – ma più in generale abbiamo parlato del nostro esame di maturità, chiedendoci come mai Tizio aveva preso quel voto o Caio l’altro. Insomma, è stata veramente una serata piacevole che non vediamo l’ora di ripetere al più presto». l


 

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