Il presidio
Livorno, operatori olistici si fingono clienti e scoprono un giro di escort
Il racconto: «Chiamavamo al telefono per i massaggi e ci offrivano sesso a pagamento». L'uomo che ha fatto i sopralluoghi: «Mi ha accolto una maîtresse che riscuoteva i soldi dai clienti»
LIVORNO. «Scusi, vorrei fare dei massaggi. Quanto costano?». «No, qui solo sesso. La tariffa è 50 euro per un rapporto completo». A parlare al telefono, fingendosi un cliente, è un operatore olistico. Dopo varie segnalazioni arrivate al collegio che raggruppa gli operatori del benessere, infatti, sono stati proprio loro a voler verificare quegli annunci di presunte massaggiatrici che operavano in tre appartamenti della città: via Provinciale Pisana, via Maggi e via dei Funaioli. Prostitute, in realtà. Scoperchiando un giro di escort cinesi culminato in una vasta inchiesta per sfruttamento della prostituzione della polizia municipale che ha portato a quattro persone iscritte nel registro degli indagati. Si tratta dell’ex idraulico livornese Antonio Mattera (80 anni) e di tre cinesi che in tribunale hanno patteggiato: il ventinovenne di Empoli Junmeng Xie, la cinquantaduenne pratese Zhenjie Dong e e la cinquantatreenne Jin Hong Ma.
In aula, due giorni fa, in qualità di testimone ha parlato un rappresentante degli operatori del benessere. Si tratta di un cinquantanovenne di Pontedera, in provincia di Pisa, che abita ad Altopascio, in Lucchesia. «Siamo intervenuti perché abbiamo notato queste pubblicità – ha così risposto alle domande della pm Sabrina Carmazzi, rivolgendosi al presidente del tribunale Luciano Costantini, che presiede il collegio – dietro le quali, in realtà, c’erano solo attività sessuali. Io non sono mai entrato in quegli appartamenti, c’è andato un collega. L’abitazione di via Provinciale Pisana, in particolare, era stata più volte segnalata e chi rispondeva al telefono non parlava di discipline olistiche, ma di vero e proprio sesso. Nei centri a noi associati queste cose non accadono, ma purtroppo diversi clienti anche dove si lavora regolarmente pretenderebbero di fare sesso...».
Il giro di escort – andato avanti secondo l’accusa dal 2018 fino all’emergenza coronavirus – vantava una variegata clientela, dai 18 ai 70 anni. E con prestazioni a partire da 20 euro. Lo sa bene un cinquantanovenne livornese che per conto degli operatori olistici ha effettuato, in prima persona, i controlli nelle abitazioni. È grazie ai suoi racconti alla municipale se l’inchiesta ha preso il via e due giorni fa, non a caso, è stato chiamato per primo sul banco dei testimoni: «All’epoca svolgevo attività di controllo – ha raccontato ai giudici – e le ispezioni le facciamo con la speranza che queste persone cambino vita. Onestamente non ricordo chi trovai in via Provinciale Pisana: mi aprì una cinese, poteva anche essere una casalinga». Interrogato dagli inquirenti, subito dopo i fatti, lo stesso all’epoca fu più esplicito: «Questi immobili erano delle case d’appuntamento – aveva detto senza mezzi termini – e trovai una maîtresse che riscuoteva i soldi dai clienti». «Ricordo che d’estate in quelle case il numero delle ragazze aumentava – ha aggiunto – e non so se avessero o meno il permesso di soggiorno». Grazie agli operatori regolari, insomma, oggi quelle abitazioni sono tornate a essere vissute regolarmente. Senza più il sesso a pagamento, ma con gli inquilini che le utilizzano come propria dimora.
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