Il Tirreno

Livorno

Il processo

Bòtte al derby giovanile tra Pls e Picchi: assolti dieci giocatori

di Federico Lazzotti
Bòtte al derby giovanile tra Pls e Picchi: assolti dieci giocatori

Gli scontri risalgono al 2 marzo di tre anni fa nell’impianto di Banditella. Il motivo della decisione lo spiega l’avvocato Giacomo Giribaldi che ha difeso uno dei ragazzi finiti nei guai

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Sabato 2 marzo 2019. Sul campo di Banditella va in scena il derby tra Picchi e Pro Livorno Sorgenti del campionato Allievi B provinciali. Il caos scoppia dopo il triplice fischio finale quando i bianco-amaranto esultano per la vittoria contro la capolista. Le cronache raccontano di «una rissa» nella quale sono coinvolti una decina di giocatori e diversi genitori. Le conseguenze sono importanti sia a livello sportivo che giudiziario. Cinque giocatori della Pls e altrettanti del Picchi, ritenuti dall’arbitro i maggiori responsabili dell’accaduto vennero espulsi e successivamente squalificati per tre giornate. Ma non solo perché visto quuello che era accaduto nelle settimane successive si mosse anche la procura dei minori – si parla di ragazzi che allora avevano tra i quindici e sedici anni – indagando tutti e dieci per rissa.

A distanza di tre anni e mezzo dalla partita tutti gli indagati sono stati prosciolti in sede di udienza preliminare davanti al tribunale di Firenze. Il motivo lo spiega l’avvocato Giacomo Giribaldi che ha difeso uno dei giocatori finiti nei guai. «Il tribunale ha ritenuto che come erano riportati i fatti non ci fosse materialità rissa. Qualche spintone, parolacce ma si è trattato di alterchi tra singoli e non di una rissa alla quale hanno partecipato dieci persone. Non a caso – prosegue l’avvocato – il pubblico ministero aveva chiesto per tutti il perdono giudiziale, perché incensurati». Durante le indagini sono stati sentiti molti testimoni che quel giorno erano all’impianto sportivo di Banditella. A cominciare dai dirigenti di entrambe le squadre.

A distanza di anni le parole Bruno Perniconi, vice presidente del Crt della Figc sembrano ancora più attuali: «Molte volte sono proprio i padri e le madri a farsi prendere da certe situazioni. Invece dovrebbero essere i primi a dare l'esempio ai figli. Ogni fine settimana sul nostro territorio ci saranno un migliaio di partite, episodi del genere sono una parte irrisoria dell'insieme, solo che la cassa di risonanza è sempre forte». l

F.L.

© RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Muore nello schianto contro la vettura dell’ex compagno: ipotesi omicidio volontario

di Redazione web